Gli architetti strigliano gli enti: serve più attenzione al territorio

22 Febbraio 2017

TERAMO. L’ordine degli architetti analizza «i drammatici eventi» avvenuti in provincia di Teramo negli ultimi mesi, mettendoli in relazione alla pianificazione e gestione del territorio. «Troppo...

TERAMO. L’ordine degli architetti analizza «i drammatici eventi» avvenuti in provincia di Teramo negli ultimi mesi, mettendoli in relazione alla pianificazione e gestione del territorio. «Troppo spesso amministratori e decisori politici hanno sottovalutato o, peggio, ignorato, la pianificazione, bollandola come inutile o come freno allo sviluppo, portando avanti una logica del "fare", subito e a tutti costi. Una logica i cui effetti, adesso, sono sotto gli occhi di tutti!», scrivono gli architetti.

Il rischio che si corre ora, fanno notare, è che passata l'emergenza «la lezione venga presto dimenticata, e si torni ad agire per singoli interventi, senza pianificarne gli effetti su un territorio più vasto e le correlazioni con le necessarie tutele di un territorio sempre più fragile. In questo contesto è necessario riappropriarsi di strumenti di pianificazione e programmazione, già esistenti, creandone se necessario di nuovi».

L’Ordine ricorda ai Comuni, che i piani regolatori generali non sono solo strumenti per la disciplina dell'edificazione e che la strumentazione "sovraordinata", di area vasta, non comporta inutili sovrapposizioni con la pianificazione comunale, ma necessari strumenti per la programmazione e la previsione di livello sovracomunale, indispensabile soprattutto per un territorio come quello teramano, che per conformazione e numero di abitanti può ricondursi ad un unico ambito che necessita di scelte strategiche che coinvolgono tutti i Comuni, e non solo le singole amministrazioni.

L’ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori chiede, quindi, più attenzione alla pianificazione, «partendo dall'approvazione del nuovo piano territoriale di coordinamento provinciale e del piano paesaggistico regionale, da anni fermi negli uffici di Provincia e Regione, nonchè la condivisione di strumenti di pianificazione specialistica, come i regolamenti di polizia rurale (la Provincia, tempo fa, ne ha approvato uno tipo, utilissimo per la stesura dei regolamenti dei Comuni, purtroppo mai ufficialmente condiviso con le amministrazioni comunali), i regolamenti del verde urbano, i piani per la mobilità, ecc., che dovrebbero trovare integrazione nella pianificazione generale formando un unicum di norme e suggerimenti che, applicati senza le solite deroghe e varianti utili solo a favorire i singoli progetti, possano evitare e prevenire le tragedie che oggi, purtroppo, immemori di anni di pessimo governo del territorio, subiamo».