Gli avvocati: «Sì ai lavori in tribunale»

30 Maggio 2023

Il presidente dell’Ordine: «Non farli significherebbe andare incontro alla definitiva chiusura o soppressione»

TERAMO. «L’occasione che si presenta, anche grazie alla possibilità di usufruire dei fondi del Pnrr, non può essere sprecata, perché difficilmente ve ne saranno altre». È lapidario il presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati Antonio Lessiani sui lavori di ristrutturazione in programma al tribunale di Teramo. «Perdere questa occasione», aggiunge con altrettanta chiarezza, «vorrebbe dire destinare, prima o poi, il nostro tribunale alla definitiva chiusura o soppressione, magari con uno “spezzatino” del nostro circondario tra l’Aquila e Pescara, come avvenuto per il nostro collegio elettorale». Perché, spiega Lessiani, «il tribunale di L’Aquila ha una struttura nuova, realizzata a seguito dei lavori post-sisma 2009, il tribunale di Pescara ha una struttura moderna e amplissima, a Chieti qualche mese fa è stata annunciata la creazione di un nuovo tribunale e di una nuova cittadella della Giustizia. Anche a Teramo vi è questa possibilità, visto che insieme ai lavori di ristrutturazione del tribunale è prevista la ristrutturazione dell’adiacente edificio che accoglieva, prima del sisma, gli uffici del giudice di pace».
I lavori prevedono anche il rifacimento di tutti i servizi igienici, l’installazione del servizio di climatizzazione (ora solo parziale) in tutto l’edificio, la messa a norma delle balaustre delle scale e degli atri. Il canale del Pnrr, con i continui richiami che arrivano dall’Europa, impone tempi rapidi. Il Provveditorato alle Opere pubbliche ha annunciato che dovranno partire a luglio del prossimo anno sostenendo che per quella data uffici e personale debbano trovare una collocazione provvisoria per questioni legate alla sicurezza durante gli interventi. Soluzione, quella del trasloco, a cui si è dichiarata la contraria la Camera penale. «Fino a qualche settimana fa», precisa su questo Lessiani, «ci era stato assicurato che l’esecuzione dei lavori non avrebbe impedito la prosecuzione delle attività presso il tribunale, e verificheremo se ciò è ancora possibile, compatibilmente con le norme a salvaguardia della sicurezza nei cantieri e dell’incolumità delle persone, o se è invece necessario allocare altrove gli uffici. L’amministrazione comunale di Teramo ha già assicurato la propria collaborazione per individuare, in tale ultima ipotesi, una soluzione adeguata e confacente nelle immediate vicinanze del tribunale, e confidiamo pienamente dell’impegno assicurato dal sindaco Gianguido D’Alberto e dell’allora vice sindaco Giovanni Cavallari. Ogni diversa soluzione sarà ovviamente contestata dall’avvocatura teramana, rimanendo essenziale che l’esecuzione dei lavori non crei disservizi e soprattutto non allontani gli uffici dalla zona del tribunale».
Il Consiglio dell’ordine rivendica la mobilitazione e le iniziative portate avanti negli ultimi anni per la salvaguardia del tribunale e si dichiara soddisfatto sia per l’annuncio dei lavori sia per l’arrivo dei 5 nuovi giudici dopo l’ok del plenum del Csm: «La battaglia avviata dal Coa sin dal febbraio 2010, culminata con la manifestazione pubblica del 17 marzo, alla qualche parteciparono anche tutti i nostri rappresentanti istituzionali, inizia a dare i suoi frutti». Lessiani ricorda i tanti incontri a livello istituzionale sia al ministero di giustizia sia al Csm su personale ed edilizia giudiziaria, le interrogazioni parlamentari e la visita del capo dipartimento dell’edilizia giudiziaria insieme al consiglio giudiziario. «Tra i principali traguardi che il Coa si è anche prefisso», conclude facendo riferimento ai bagni fatiscenti e alle condizioni climatiche del palazzo di giustizia, «vi è quello di rendere più dignitoso il lavoro degli avvocati nel tribunale».
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