Gli operatori di Prati di Tivo chiedono certezze sul futuro

11 Maggio 2019

PIETRACAMELA. «Abbiamo bisogno di certezze per il prossimo inverno, di risposte concrete e di passi in avanti per la stazione». Queste le parole degli operatori turistici di Prati di Tivo che giovedì...

PIETRACAMELA. «Abbiamo bisogno di certezze per il prossimo inverno, di risposte concrete e di passi in avanti per la stazione». Queste le parole degli operatori turistici di Prati di Tivo che giovedì si sono riuniti con il presidente Diego Di Bonaventura e il sindaco di Pietracamela Michele Petraccia nella sede della Provincia. Il futuro della stazione è stato l’argomento dell’incontro ed è anche la preoccupazione maggiore degli addetti, che hanno consegnato una lettera con la richiesta di informazioni sullo stato dei lavori. C’è un appuntamento al prossimo 23 maggio per avere delle risposte più chiare, «ufficiali», come recita la missiva, «su argomenti che riguardano le nostre attività e il futuro economico e occupazionale non solo dei Prati, ma di tutta l’Alta Vomano» .
«L’incontro è stato disteso», aggiungono, «abbiamo ringraziato il presidente per averci garantito la riapertura invernale, ma ci sono delle cose che non ci sono chiare. In che situazione sono la messa in sicurezza del versante e l’ammodernamento degli impianti per due milioni di euro finanziati dalla Regione con fondi Masterplan e affidati alla Provincia? A che punto sono il cantiere degli Obelix e le revisioni delle seggiovie del Pilone e della quadriposto che avrebbero dovuto già iniziare? E soprattutto, è vero, come abbiamo appreso dalla stampa, che non sarà possibile fare la gara di affidamento pluriennale degli impianti?».
Gli operatori sono fiduciosi sulla stagione estiva, che vedrà ancora la gestione delle attrezzature da parte di Marco Finori fino al 30 settembre e quindi la cabinovia aperta, ma temono per il dopo. «Per noi è importante che si faccia la messa in sicurezza, si ripristinino tutti gli impianti e dal 1° ottobre ci sia chi li gestisce», concludono, «l’incertezza e la mancanza di programmazione ci stanno facendo morire».
Adele Di Feliciantonio
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