«Gli ospedali teramani vanno chiusi»

Provocazione di Cgil, Cisl e Uil: mancano 600 operatori, l’assistenza non si è fermata solo grazie al sacrificio di ognuno
TERAMO. Mancano 600 operatori sanitari, così non si può andare avanti. E allora è meglio chiudere gli ospedali della provincia di Teramo.
E' una provocazione quella che lanciano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl visto il livello ormai raggiunto dalla cronica mancanza di personale.
«Si è più volte detto che quella di Teramo rappresenta l'unica Asl senza la presenza sul territorio di cliniche private in grado di assorbire parte dell'utenza ospedaliera; che si tratta di una Asl che ha sempre rispettato gli standard regionali previsti nel piano di rientro dal commissariamento; che si tratta di una Asl di confine che vede, gioco forza, una accentuata mobilità passiva che potrebbe essere ridotta drasticamente se solo si garantisse personale sufficiente», scrivono Amedeo marcattili (fp Cgil), Andrea Salvi (Cisl Fp) e Alfiero Di Giammartino (Uil Fpli), «quale azienda, pubblica o privata, infatti, potrebbe funzionare con una carenza in organico di circa 200 medici, 240 infermieri e 160 Oss (operatori socio sanitari, ndr)? La governance teramana è costretta a mettere continuamente in campo misure tampone che rappresentano solo una boccata di ossigeno erogata a chi sta morendo soffocato».
Era prevista una riunione in Regione proprio per oggi sull’argomento che coinvolge a diversi livelli tutte e quattro le Asl Abruzzesi. Ma è stata rimandata – è la seconda volta – al 29 gennaio. «Il problema deve essere affrontato in maniera definitiva», aggiungono i sindacati, «in modo da permettere una gestione della sanità teramana adeguata ai suoi standard qualitativi. Le piccole proroghe, le assunzioni temporanee, non rappresentano la soluzione del problema. La carenza di personale, aggravata dalla necessità della applicazione della normativa europea in tema di orario di lavoro, acuisce in maniera esponenziale la possibilità di errori, errori sino ad oggi evitati grazie alla professionalità e lo spirito di sacrificio dei dipendenti. Bene il piano contro le cadute dei pazienti, divenute ormai un'emergenza, approntato dalla Asl di Teramo, che prevede la possibilità di far indossare ai pazienti più a rischio braccialetti gialli in modo da rendere immediatamente evidente la necessità del paziente stesso di essere sempre accompagnato in caso di bisogno di deambulazione. Ma con quali risorse umane considerato che spesso nei reparti rimane un solo infermiere?Non è dunque più immaginabile una situazione di quotidiana emergenza che mette a rischio la erogazione dei livelli minimi di assistenza, fino ad oggi assicurati grazie alla dedizione del personale. Se non si pongono gli ospedali della provincia di funzionare con un minimo di normalità, che si chiudano».
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