Gli scrutatori saranno scelti tra disoccupati e giovani

4 Ottobre 2018

TERAMO. Gli scrutatori saranno sorteggiati dal Comune tra disoccupati e studenti. È l’effetto innescato dall’approvazione in consiglio comunale dell’ordine del giorno sull’argomento presentato da...

TERAMO. Gli scrutatori saranno sorteggiati dal Comune tra disoccupati e studenti. È l’effetto innescato dall’approvazione in consiglio comunale dell’ordine del giorno sull’argomento presentato da Maurizio Verna.
Il rappresentante del Pd ha proposto la modifica del meccanismo di selezione, che attualmente prevede l’estrazione a sorte da un elenco di iscritti rinnovato ogni anno ad ottobre, limitando l’accesso all’incarico di scrutatore per le elezioni a chi non ha altri redditi. Il suggerimento è stato accolto con favore da tutti i gruppi consiliari e dall’amministrazione, anche se va sottoposto a verifiche di legittimità giuridica. Giovanni Cavallari, in particolare, ha richiamato l’esigenza di accertamenti sulla rispondenza alle norme del vincolo all’assegnazione dell’incarico. Sulla necessità di dettagliare i criteri relativi alla situazione reddituale degli aspiranti scrutatori si è soffermato invece Giovanni Luzii, mentre Flavio Bartolini ha segnalato disfunzioni nell’algoritmo che seleziona i nomi. Sarà valutato in commissione, invece, l’altro ordine del giorno proposto da Verna sulla collaborazione tra Comune e Provincia nella pianificazione degli interventi sulle scuole in centro. Lo stesso percorso seguirà anche l’idea del Pd di istituire un “question time aperto ai cittadini”. Accolta invece la proposta, sempre dei Dem, di inserire nella cartellonistica stradale la dicitura: “Teramo città aperta al mondo”, evidenziando il riconoscimento ottenuto nell’89 dall’Unicef per la Coppa Interamnia.
Il Pd chiarisce, inoltre, di non aver ostacolato la nomina di Mauro Baiocco di “Teramo 3.0” all’assemblea dell’Asp 1. Le perplessità sulla scelta sarebbero state a livello personale, ma non politiche e dunque non attribuibili al gruppo. Anche Lanfranco Lancione tiene a specificare che il suo riferimento all’«assalto alla diligenza» non era polemico nei confronti del Pd. Resta il fatto che l’indicazione del rappresentante all’Asp 1 ha comportato una lunga “tiritera” in maggioranza. (g.d.m.)
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