Gli sfollati in assemblea: basta ritardi, fateci tornare a casa

TERAMO. Accelerare la ricostruzione per far rientrare i cittadini nelle proprie case. È quanto sono tornati a chiedere, ieri pomeriggio, i circa cinquanta sfollati che hanno partecipato all’incontro...
TERAMO. Accelerare la ricostruzione per far rientrare i cittadini nelle proprie case. È quanto sono tornati a chiedere, ieri pomeriggio, i circa cinquanta sfollati che hanno partecipato all’incontro promosso dal centro politico Santacroce e dallo sportello sociale Asia/Usb a Colleatterrato basso. Un incontro al quale ha preso parte l’assessore Valdo Di Bonaventura, con il sindaco Gianguido D’Alberto intervenuto in collegamento telefonico, e durante il quale i due amministratori hanno illustrato lo stato dell’arte e parlato dei criteri che saranno adottati per l’assegnazione dei 147 alloggi che saranno messi a disposizione degli sfollati teramani. Nel corso dell’assemblea pubblica l’assessore Di Bonaventura ha spiegato come a breve sarà pubblicato il relativo bando e come l’assegnazione avverrà, in questa prima fase, su richiesta volontaria da parte delle famiglie che hanno la propria abitazione con danni di tipo E o F, dando precedenza a chi si trova in albergo. Dopo l’intervento di D’Alberto, che ha illustrato gli emendamenti al decreto Sblocca cantieri proposti dai sindaci proprio per recuperare i ritardi nella ricostruzione e consentire ai cittadini di rientrare nelle proprie abitazioni, è stata concordata la convocazione di una nuova riunione a cui invitare anche Regione e Protezione civile.
LA REGIONE STANZIA I SOLDI PER LE CASE. Ieri, intanto, la giunta regionale, su proposta dell'assessore all’edilizia residenziale pubblica e ai crateri Guido Liris, ha stanziato i 51 milioni di euro assegnati dalla Protezione civile nazionale per l’acquisto delle abitazioni invendute da assegnare agli sfollati teramani e aquilani. Secondo una stima, saranno acquistati circa 240 alloggi. Le abitazioni, una volta terminata l’emergenza, diventeranno patrimonio dell’Ater e potranno essere oggetto di un grande progetto di housing sociale. «È una grande operazione attuata con un metodo all'avanguardia rispetto a quanto accaduto nel post terremoto dell’Aquila», ha sottolineato Liris, «con la stessa operazione verranno abbattuti i costi per i Cas».
EMENDAMENTI ALLO SBLOCCA CANTIERI. L’altra grande questione aperta è quella di riuscire ad avere procedure più snelle per la ricostruzione pubblica. A questo obiettivo mirano gli emendamenti proposti dall’associazione dei Comuni, in vista della conversione in legge del decreto ‘sblocca cantiere’ dedicato anche al sisma del centro Italia. A sottolinearlo sono il coordinatore delle Anci regionali Maurizio Mangialardi e i sindaci, tra cui Gianguido D’Alberto, che fanno parte della cabina di coordinamento per la ricostruzione. Sono due in particolare le proposte di modifica ritenute imprescindibili. La prima riguarda la reintroduzione della procedura negoziata ‘aggravata’ che preveda la partecipazione di almeno 15 operatori economici per gli appalti tra 200mila euro e un milione di euro. La seconda attiene, invece, al ripristino della possibilità di ricorrere all’appalto integrato per gli investimenti pubblici a regime, non solo come periodo transitorio, per i progetti definitivi approvati entro il 31 dicembre 2020. Si tratta di emendamenti che eviterebbero le lungaggini dei meccanismi di gara imposti dalle norme attuali. La reintroduzione della procedura negoziale, abrogata per appalti d’importo tra 200mila euro e un milione, per l’Anci consentirebbe un notevole risparmio di tempo e risorse, oltre ad assorbire circa il 70% dell'ammontare complessivo dell’affidamento dei lavori nei piccoli comuni. L’estensione dell'appalto integrato, invece, permetterebbe alle stazioni appaltanti di realizzare gli interventi sulla base di un progetto definitivo obbligatorio, evitando anche l’aumento della spesa dovuta all’obbligo di indire gare per le sole progettazioni esecutive.
(g.d.m.-a.m.)
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