Gli sfollati non vogliono gli alloggi della Regione

13 Aprile 2019

Nell’assemblea del comitato Teramo Est con il sindaco e il commissario Ater è emerso un diffuso malcontento: «Temiamo la disgregazione sociale» 

TERAMO. Nel già complesso quadro della ricostruzione post-sisma a Teramo si aggiunge un ulteriore elemento di complicazione: gli sfollati teramani, o quantomeno parte di essi, non vogliono essere sistemati nelle case invendute di recente costruzione che la Regione ha acquistato per far rientrare in città chi è alloggiato fuori in attesa che gli immobili lesionati vengano riparati.
Lo fa sapere in una nota Anna Di Ottavio, presidente del comitato di quartiere Teramo Est, che riferisce: «Nell’incontro voluto dal comitato di quartiere Teramo Est con il sindaco e con il commissario Ater, nel pomeriggio di martedì scorso, gli sfollati hanno avuto informazioni sugli alloggi che la Regione ha acquistato per affrontare l’emergenza abitativa conseguente all’elevato numero di sgomberi successivi agli eventi sismici del 2016/17. È stato comunicato il numero di alloggi destinati agli sfollati teramani, la loro dislocazione sul territorio e le finalità della scelta regionale tra le quali quella di favorire il rientro degli sfollati in sistemazione alberghiera».
Ebbene, scrive Di Ottavio entrando nel merito: «I presenti hanno contestato tale scelta perché lo spostamento “forzato” genera disgregazione sociale, così come è successo all’Aquila con la New Town, che evidentemente non ha insegnato nulla. Si è criticato anche il mancato coinvolgimento dei veri portatori di interesse che sono i terremotati e si è evidenziato l’accresciuto rischio di svuotamento dei quartieri più colpiti come Colleatterrato. Apprezzate la volontà del sindaco di dare corso, convocandolo a breve, alla creazione del tavolo operativo sulla ricostruzione che vedrà la partecipazione dei rappresentanti degli sfollati e la comunicazione del commissario Salini della parziale soluzione delle problematiche dei Condomini misti (inquilini Ater e proprietari di alloggi venduti dall’azienda), nei quali – finalmente – viene riconosciuto qualche diritto ai proprietari».
La presidente del comitato Teramo Est aggiunge: «Nella discussione continuata dopo la conclusione dell’incontro, si è colto il rischio associato all’obbligo di accettare l’alloggio proposto. Questa condizione aumenterà lo svuotamento delle aree più colpite e accrescerà il “danno biologico” da terremoto: l’anziano trasferito in un contesto nuovo rischierà di contrarre numerose patologie, il bambino allontanato dal suo ambiente scolastico evidenzierà maggior disagio… Per tali ragioni si è delegato il presidente del comitato di quartiere a richiedere al sindaco e al commissario Ater di adoperarsi per superare questa obbligatorietà, spingendo per una modifica/ integrazione della normativa del caso».(red.te)