Gli sfollati: «Speriamo non sia solo un cambio di poltrone»

TERAMO. Cosa pensano gli sfollati teramani dell’avvicendamento alla guida dell’Ufficio speciale per la ricostruzione? Difficile dirlo, visto che parliamo di circa quattromila persone. Ma, senza avere...
TERAMO. Cosa pensano gli sfollati teramani dell’avvicendamento alla guida dell’Ufficio speciale per la ricostruzione? Difficile dirlo, visto che parliamo di circa quattromila persone. Ma, senza avere la pretesa di rappresentare tutti, il portavoce del primo comitato di inquilini Ater sgomberati sorto dopo il terremoto 2016, Leo Iachini, dice la sua con la consueta schiettezza. «Siamo tecnicamente incompetenti», esordisce, «e per questo non possiamo entrare nel merito. Non possiamo cioè dire se D’Alberto all’Usr ha fatto bene o male, abbiamo difficoltà a prendere una posizione chiara sulla sua mancata riconferma. Non è stato bravo lui o è stato scaricato da qualcuno? Però», aggiunge, «fin da quando ci fu il primo cambiamento del commissario governativo, da Errani alla De Micheli, e successivamente quando è cambiato il commissario dell’Ater, abbiamo detto la nostra sostenendo che questi avvicendamenti, in piena emergenza ricostruzione, ci lasciano perplessi e sconcertati. Ed è così anche stavolta. Siamo perplessi, perché qui sembra che cambino solo le poltrone ma il contenuto resta uguale. Un po’ tutti hanno detto che all’Usr la questione determinante è la carenza di personale, no? Bene, cosa aspettano a sistemarla? Quando leggiamo che è una questione di soldi restiamo basiti, visto che per pagare l’autonoma sistemazione lo Stato, cioè il cittadino, spende molto di più di quanto servirebbe ad assumere il personale necessario. Viene fuori, da profani», sottolinea Iachini, «il sospetto che tutto questo, cioè continuare a tirar fuori dei soldi che altrimenti, accelerando la ricostruzione, si risparmierebbero, sia conveniente per qualcuno».
Nel merito delle decisioni di Lolli sull’Usr, Iachini dice: «Speriamo tutti che non sia solo un cambio di poltrone ma di strategie e atti concreti. Certo, un altro aspetto che ci lascia sconcertati è che questi tre nuovi reggenti dell’Usr sono persone che hanno già altri, gravosi incarichi. Possibile che non ci fosse un tecnico che potesse occuparsi solo della ricostruzione? Aspettiamo, vediamo se qualcosa cambia: ce ne accorgeremo subito. Ma non siamo fiduciosi».(d.v.)
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