Gli ultrà tornano liberi con obbligo di firma

I tre tifosi del Teramo arrestati per i tafferugli a Roseto verranno processati per rissa a dicembre
TERAMO. Sono tornati liberi i tre tifosi biancorossi finiti ai domiciliari in seguito ai tafferugli che si sono verificati domenica pomeriggio al termine di Rosetana - Città di Teramo, partita valevole per il campionato di Promozione. Ieri nel corso dell'udienza in tribunale c'è stata la convalida dell'arresto e il giudice ha disposto per i tre (assistiti dall'avvocato Nello Di Sabatino) la scarcerazione con obbligo di firma. A dicembre, per i fatti che vengono contestati dalla Procura, gli indagati verranno processati con rito direttissimo.
L'accusa è di aver partecipato ai disordini post partita avvenuti nei pressi dello stadio di Roseto degli Abruzzi prendendo parte a una rissa armati di cinture. Secondo gli investigatori, gli scontri sarebbero iniziati durante le fasi di deflusso degli ospiti quando i sostenitori della squadra avversaria avrebbero esposto bandiere e striscioni «aizzando i sostenitori della squadra avversaria», ha spiegato la questura in una nota. Una provocazione che avrebbe visto la reazione dei tifosi biancorossi: circa 50 avrebbero così iniziato a correre verso i supporter della squadra avversaria dando il via ai disordini. Scontri a colpi di cinture e bastoni avvenuti lungo la statale 16, frenati dalla polizia e dalla Digos, ma poi ripresi a poche centinaia di metri di distanza dallo stadio, nei pressi di un sottopassaggio. Di nuovo gli agenti sono intervenuti, e uno di loro è rimasto ferito con prognosi di dieci giorni. Una situazione di caos che nelle ore successive ha visto la questura avviare gli accertamenti per identificare i protagonisti degli scontri e la magistratura, tramite il pm Greta Aloisi, emettere sulla base dei riscontri video tre richieste di arresto per altrettanti tifosi biancorossi. Le indagini proseguono per rintracciare altri responsabili dei tafferugli.
Veronica Marcattili

