Gran Sasso spa, Bacchion replica «Nessuna chiusura, anzi rilancio»

TERAMO. Sull'eventuale chiusura della Gran Sasso Teramano l'amministratore Marco Bacchion sostiene che tale ipotesi possa essere scartata: la società, fortemente indebitata, potrebbe sopravvivere...
TERAMO. Sull'eventuale chiusura della Gran Sasso Teramano l'amministratore Marco Bacchion sostiene che tale ipotesi possa essere scartata: la società, fortemente indebitata, potrebbe sopravvivere grazie a piani di salvataggio già messi in atto.
Bacchion afferma che i conti in rosso della società partecipata siano appesantiti dalle troppe tasse che la Gran Sasso è costretta a pagare agli enti locali, per l'utilizzo dei terreni sui quali ha effettuato investimenti notevoli negli ultimi anni. Due giorni fa era stato il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, a chiedere una verifica delle condizioni della società, al fine di valutare ipotesi quali la trasformazione o lo scioglimento della partecipata. Il responsabile della Gran Sasso Teramano evidenzia che il bilancio societario è in passivo anche per gli alti canoni dovuti nei confronti degli stessi enti soci. «Paghiamo tasse per aver investito 18 milioni di euro in impianti per il territorio, cioè paghiamo l'utilizzo dei terreni», sostiene, «Tutto ciò è assurdo, dovrebbero essere altri a pagare quelle tasse, non noi che abbiamo effettuato un grosso investimento. Ogni anno sborsiamo circa 60mila euro di canoni concessori per l'uso dei terreni ai nostri stessi soci. E' necessario un abbattimento dei canoni che la Gran Sasso Teramano paga agli enti locali». Insomma, Bacchion evidenzia come siano da rivedere i rapporti tra la società e gli enti locali, tra cui i Comuni di Pietracamela e Fano. E ribadisce che la situazione debitoria (circa 2 milioni) fosse già nota da 3 anni, e che siano stati compiuti diversi sacrifici (tra cui il taglio delle indennità). «Ma non si è parlato di soppressione», asserisce, «dato che, se risolveremo la posizione con l'Unicredit (a cui è stata fatta una proposta transattiva, ndr) avremo superato lo scoglio maggiore, compiendo il salvataggio finanziario. Il salvataggio operativo, invece, sarà possibile con l'impegno di tutti e col nuovo piano di rilancio degli impianti elaborato da gennaio».
Sandro Petrongolo
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