Granchio blu, è di nuovo allarme I marittimi: «Aiuti dal ministero»

Il presidente della cooperativa Mare Blu Squeo: «Presenza dilagante anche nelle nostre acque» Pescatori riuniti: «Per noi è un altro problema che si aggiunge al costo ormai altissimo della nafta»
GIULIANOVA. Aumenta la presenza del granchio blu nelle acque giuliesi: è allarme per pescatori e vongolari. Sabato si è tenuto un incontro fra i soci della cooperativa Mare Blu, costituitasi per la gestione e manutenzione dei box portuali a Giulianova, con a capo il presidente Walter Squeo, noto marittimo fra i primi a segnalare la presenza del crostaceo nelle acque locali.
«Stiamo gestendo in maniera proficua gli spazi assegnatici dalla Regione all'interno dello scalo giuliese, che si traduce nella salvaguardia del decoro e manutenzione dei box di rimessaggio e degli spazi attigui», ha detto Squeo, «grazie a questa iniziativa stiamo raggiungendo un’ottima riduzione dei costi di gestione per la marineria, già afflitta da numerosi altri problemi». E ai tanti problemi che preoccupano i pescatori, come il prezzo della nafta, che ha di nuovo raggiunto cifre insostenibili, si aggiunge anche la minacciosa presenza di esemplari di granchio blu, il cosiddetto "killer dei mari", un fenomeno ormai dilagante. Sempre nell'incontro che si è tenuto sabato, organizzato dall’Unci Agro alimentare con la presenza del presidente nazionale Gennaro Scognamiglio, è stato affrontato il problema legato al crostaceo. «Il granchio blu è un distruttore biologico ed economico», ha affermato Scognamiglio, «dal momento che non sta avendo un grosso sviluppo a livello di commercializzazione; il ministero è corso ai ripari, per trovare soluzioni e dare ristoro alle marinerie colpite, con lo stanziamento di 10 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 2,9 già previsti, da destinare alla cattura della specie aliena, che sta compromettendo le attività di tanti pescatori e degli allevamenti di molluschi».
Nel corso dell'incontro, c'è stato un confronto sulle prospettive del programma Feampa con proposte costruttive sulle sfide che attendono il futuro della pesca, come la digitalizzazione, la diversificazione e la tutela ambientale entro limiti di sostenibilità economica e sociale.
Sono stati analizzati alcuni progetti portati avanti dall’Unci Agroalimentare, fra cui l’innovazione con l’elettrificazione del motore ibrido, pensato per abbattere i costi e i consumi di gasolio, la raccolta delle reti perse accidentalmente, attraverso l’applicazione di sensori che ne permettono l’individuazione. Infine, sono già operativi i bandi di gara Ismea, rivolti al settore per l’innovazione tecnologica e prenderà avvio all’interno del Pnrr.
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