Grimi: «Molto grave la mancanza della guardia medica turistica»
«Grave disservizio. Non c'è altro modo per definire l'assenza della guardia medica turistica sulla costa teramana». Così Gianluca Grimi, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, che...
«Grave disservizio. Non c'è altro modo per definire l'assenza della guardia medica turistica sulla costa teramana». Così Gianluca Grimi, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, che continua: «Poco conta né è nostro compito individuare le responsabilità, ma lo stato dell'arte dice che i turisti della costa teramana non avranno la guardia medica dedicata come da anni avviene; dovranno informarsi su orari di visita, indirizzo e disponibilità dei medici di base; i pronto soccorso dovranno sopportare un surplus straordinario di lavoro; e queste notizie le abbiamo solo ora a stagione in corso». Grimi prevede
«difficoltà delle persone, magari anziane o prive di auto, nella ricerca dei medici di base. Non basta certo una nota sui siti dei Comuni a risolvere il problema comunicativo. Difficile non prevedere disservizi, proteste, e soprattutto la delusione di chi pensa di arrivare su una costa moderna, infrastrutturata e capace di provvedere alla totalità delle esigenze dei turisti. Per l'ennesima volta gli operatori del turismo teramano dovranno sopperire con la propria capacità e volontà alle esigenze sanitarie dei turisti, perché questo accadrà. No, non si può definire questa situazione se non come una decisa involuzione delle capacità di accoglienza della costa teramana. Questo è quanto», conclude, «e non mancheremo di pagarne gli scotti negativi mediatici e oggettivi».
«difficoltà delle persone, magari anziane o prive di auto, nella ricerca dei medici di base. Non basta certo una nota sui siti dei Comuni a risolvere il problema comunicativo. Difficile non prevedere disservizi, proteste, e soprattutto la delusione di chi pensa di arrivare su una costa moderna, infrastrutturata e capace di provvedere alla totalità delle esigenze dei turisti. Per l'ennesima volta gli operatori del turismo teramano dovranno sopperire con la propria capacità e volontà alle esigenze sanitarie dei turisti, perché questo accadrà. No, non si può definire questa situazione se non come una decisa involuzione delle capacità di accoglienza della costa teramana. Questo è quanto», conclude, «e non mancheremo di pagarne gli scotti negativi mediatici e oggettivi».

