Ha ucciso il papà con decine di coltellate

24 Novembre 2023

Fendenti al volto e all’addome, l’ex capostazione di 83 anni ha cercato di difendersi con le braccia dai colpi sferrati dal figlio

TERAMO. Le certezze dell’autopsia disegnano la dinamica di un omicidio d’impeto: sono decine le coltellate che il 49enne Francesco Di Rocco ha inferto al padre Mario, 83enne ex capostazione, morto dissanguato qualche ora dopo l’arrivo in ospedale. Un delitto consumato in pochi attimi nella cucina del vecchio alloggio sopra la stazione ferroviaria con il figlio che dopo aver impugnato un coltello da cucina con una lama da 25 centimetri ha colpito più volte il padre che ha provato a difendersi così come testimoniano i segni sulle braccia protese in avanti e ha tentato di allontanarsi cercando di trovare riparo in un altro angolo della stanza. Non è escluso che l’uomo, che ha chiamato i soccorsi, lo abbia colpito anche quando l’anziano era a terra e su questo particolare sono in corso specifici accertamenti per definire le varie traiettorie dei colpi.
Dopo l’autopsia, eseguita ieri pomeriggio dal medico legale Cristian D’Ovidio su incarico del sostituto procuratore Monia Di Marco, nelle prossime ore arriverà il nulla osta per la sepoltura. E sempre nella giornata di ieri il gip Marco Procaccini, davanti al quale mercoledì mattina si è svolta l’udienza di convalida, ha respinto la richiesta di arresti domiciliari fatta dall’avvocato difensore Federica Benguardato sottolineando le esigenze cautelari per il pericolo di reiterazione del reato. Ovvero, secondo il magistrato, l’uomo potrebbe uccidere ancora. Su questo la difesa annuncia ricorso al Riesame e comincia a delineare la propria strategia annunciando una consulenza psichiatrica per il suo assistito.
Francesco Di Rocco al giudice ha detto che non voleva uccidere il padre e che ha preso il coltello in un momento di rabbia dopo l’ennesimo litigio perché esasperato dall’atteggiamento opprimente dell’anziano genitore. «Non volevo uccidere», ha detto lo studente fuori corso di medicina veterinaria, «non avrei mai voluto fare del male a mio padre anche se per una vita mi ha oppresso. Ho preso il coltello perché volevo fargli capire che non potevo più andare avanti a sopportare. Lunedì sera mi ha rimproverato per gli adesivi sull’insalatiera, ho preso un coltello e l’ho colpito. Il coltello l’ho lavato perché avevo timore che mio padre potesse sgridarmi perché lasciato sporco. Lavavo sempre tutto quello che potevo sporcare in cucina perché lui voleva tutto in ordine».(d.p.)
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