Hascisc a un 16enne nella casa famiglia Dirigente a processo

16 Settembre 2017

L’uomo è accusato di omesso controllo e due operatori sono indagati per spaccio in un’inchiesta collegata

TERAMO. Alle mamme basta uno sguardo per capire come stanno i figli. Ed è proprio dagli occhi di una madre che è partita l’inchiesta su una cessione di hascisc ad un ragazzo di 16 anni ospite in una casa famiglia del Teramano. Il responsabile della struttura è finito a processo per omesso controllo, mentre due operatori sono indagati per cessione di droga a minori nell’ambito di un fascicolo stralcio. La prima parte dell’inchiesta (firmata dal pm Greta Aloisi) ieri è approdata in tribunale a seguito di una imputazione coatta per il responsabile della casa famiglia. Secondo l’accusa, tutta da dimostrare nel dibattimento, non avrebbe adeguatamente controllato per impedire che si verificasse il fatto: ovvero quella cessione di hascisc da parte di due operatori.
Il caso risale a qualche anno fa, quando nella struttura, su disposizione del tribunale dei minori, arriva il giovane in seguito ad un provvedimento di allontanamento momentaneo dal nucleo familiare. Ma può incontrare i genitori ed è proprio nel corso di uno di questi incontri che la madre nota qualcosa che non va nel figlio. Così, dopo aver messo insieme sensazioni e parole del ragazzo, denuncia tutto. Scatta l’inchiesta e le indagini, supportate anche da accertamenti medici, scoprono che il giovane ha fatto uso di hascisc all’interno della casa famiglia. Nel fascicolo degli indagati vengono iscritti il responsabile e due operatori. Quando la procura chiude le indagini preliminari chiede l’archiviazione per il responsabile. Di diverso avviso il gip che rigetta e firma l’imputazione coatta. Ieri la prima udienza davanti al collegio presieduto da Franco Tetto (a latere Sergio Umbriano e Lorenzo Prudenzano).
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