Hatria, sciopero a oltranza Almeno 25 i licenziamenti

26 Settembre 2017

Le proposte dell’azienda nell’incontro in Regione sono state ritenute vaghe e la riduzione dei tagli esigua. Gli operai si astengono dal lavoro fino a venerdì

TERAMO. Sciopero ad oltranza fino a venerdì. Si fanno sempre più difficili le trattative per evitare i 55 licenziamenti all’Hatria. Ieri pomeriggio si è svolto un incontro a Pescara fra la direzione aziendale, i sindacati, il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino. Al termine di tre ore di trattative – con annessa manifestazione sotto agli uffici – i sindacati sono usciti dall’incontro con una serie di proposte che hanno illustrato all’assemblea dei lavoratori convocata alle 20 all’interno della fabbrica di sanitari di Sant’Atto.
E dalla discussione è emerso che le proposte non sono sufficienti, oltre a essere poco chiare.«I lavoratori hanno espresso forti preoccupazioni a fronte della proposta di mediazione che non lascia intravedere soluzioni percorribili», si legge in un comunicato sindacale in cui si conferma lo stato di agitazione, il blocco di ogni forma di lavoro supplementare e soprattutto lo sciopero di 32 ore a partire dal primo turno di oggi fino all’ultimo turno di venerdì 29. Il 29 si terrà un’assemblea che deciderà i passi successivi da compiere.
«Siamo molto preoccupati», esordisce Giampiero Dozzi della Filctem Cgil, «le proposte alternative fatte dall’azienda per ridurre il numero dei licenziamenti sono troppo incerte. Intanto il part-time secondo l’azienda non si può applicare in alcuni settori, come il colaggio. Questo potrebbe creare delle gravi disparità. Poi non sanno indicare il numero preciso di prepensionamenti. Alla fine dei 55 licenziamenti ne rimarrebbero 25 e pure forzosi, non su base volontaria». Si è parlato di un incentivo di 10mila euro per chi verrebbe licenziato, ma non è nemmeno sicuro che ci sia per tutti.
«Purtroppo dal confronto non stanno emergendo proposte che lasciano intravedere soluzioni concretamente percorribili», aggiunge Serafino Masci della Femca Cisl, «i lavoratori in assemblea hanno ritenuto di rispondere con iniziative forti a quello che potrebbe rivelarsi un pastrocchio. Apprezziamo l’impegno delle istituzioni a ricercare ogni possibile spiraglio, ma allo stato dei fatti siamo in una situazione di stallo».
Il periodo di legge per la conclusione della procedura è a metà ottobre, dopo l’azienda potrà licenziare. Si prevedono giorni di fuoco, con un inasprimento del contrasto , se non ci saranno trattative più chiare. Ma per ora non sono fissati altri incontri fra le parti. (a.f.)
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