I 5 Stelle: «È molto meglio se non revoca le dimissioni»

23 Aprile 2017

TERAMO. «E' il completo fallimento del centrodestra teramano». Fabio Berardini, capogruppo in Comune del Movimento 5 stelle, definisce così le dimissioni del sindaco Maurizio Brucchi. Secondo lui i...

TERAMO. «E' il completo fallimento del centrodestra teramano». Fabio Berardini, capogruppo in Comune del Movimento 5 stelle, definisce così le dimissioni del sindaco Maurizio Brucchi. Secondo lui i gruppi politici finora alla guida della città hanno espresso «una classe politica che si è rivelata assolutamente incapace di governare, dilaniata da guerre interne che l’hanno logorata fino allo sfinimento». La conseguenza è stata «la distruzione del tessuto economico e sociale che lascia ai cittadini e ai futuri sindaci un buco di bilancio da 15 milioni di euro da ripianare». Il centrodestra teme l'arrivo del commissario, sempre a detta del consigliere grillino, perché «verrebbero rivelati, all'intera collettività, tutti i debiti lasciati dall'attuale amministrazione e che pesano come macigni sulle spalle dei contribuenti». L'eventuale revoca delle dimissioni da parte di Brucchi «sarebbe da considerare solo un mero e disastroso accanimento terapeutico fino alle prossime elezioni politiche, in vista di una candidatura in parlamento». Secondo Berardini «Teramo merita un nuovo modo di fare politica avulso dalle solite logiche di spartizione delle poltrone, l’unico in grado di donare l’ultima speranza di vita a questa città». Per questo invita i cittadini a dare una possibilità di governo al Movimento 5 stelle nelle prossime comunali.

A detta del comitato promotore teramano di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista le dimissioni di Brucchi «rappresentano l'ultimo atto di un'amministrazione che, da quando è stata eletta, ha ragionato prevalentemente in funzione di quali e quante poltrone distribuire». Nel momento più difficile della storia cittadina, fa sapere il Movimento, «a causa di una crisi economica e sociale senza precedenti, con migliaia di sfollati che forse non torneranno più a Teramo, non trovano nulla di meglio da fare che litigare per gli assessorati». Le dimissioni di Brucchi, dunque, sanciscono il fallimento del "modello Teramo" che per Articolo 1 va archiviato al più presto, ripartendo dalle reali esigenze della città.

«Essere arrivati ad un punto di non ritorno era nell'aria da mesi, se non addirittura da un paio di anni», spiega Angelo Falone, coordinatore regionale di Rete Dem che fa capo al Pd, «il commissariamento non è il male peggiore, considerando la confusione perpetua della maggioranza di centrodestra su tutte o quasi le questioni amministrative del capoluogo».

Anche Giorgio Giannella del movimento "Prospettiva Comune" fa notare che le dimissioni di Brucchi sono arrivate «senza sorpresa». La comunicazione nella quale il primo cittadino lascia l'incarico secondo lui è «ridicola e struggente». Nulla delle sue parole però, sottolinea Giannella, «ci colpisce, ci suscita sentimento perché dinanzi al niente l'indifferenza ha il sopravvento». Giannella sottolinea inoltre che da mesi è atteso un confronto con le forze di centrosinistra. «Tutti coloro che vorranno costruire l'alternativa capiscano che ora è il momento di uscire allo scoperto», conclude, «altrimenti le somme algebriche non ridaranno neanche questa volta».

(g.d.m.)

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