I balneatori di Alba: «Non si farà la grande opera anti-erosione»

9 Febbraio 2020

Il timore nasce dai contenuti della relazione preliminare del piano regionale di difesa della costa Le criticità vengono considerate lievi, solo il tratto nord albense viene definito “ad alto rischio” 

ALBA ADRIATICA. C’è preoccupazione tra i balneatori della costa nord di Alba Adriatica, che sostengono: «La relazione dei tecnici regionali sull’erosione costiera allontana l’installazione di barriere rigide dalla foce del Tronto al porto di Giulianova». Il riferimento del gruppo di imprenditori gravemente colpiti dalle mareggiate e dall’erosione è alla relazione preliminare del Piano di difesa della costa, presentata a gennaio in conferenza dalla Regione Abruzzo e pubblicata nei giorni scorsi sul sito web dell’ente insieme alla delibera di approvazione da parte della giunta Marsilio.
Sono diversi i contenuti della relazione che hanno fatto sobbalzare i balneatori. Nello studio c’è innanzitutto una tabella sull’analisi del rischio, che non piazza quasi nessun tratto di costa vibratiano tra quelli ad “alto rischio”. Il tratto nei pressi della bambinopoli di Alba Adriatica viene sì segnalato nella fascia “a rischio alto”, ma tutti gli altri tratti albensi e vibratiani vengono indicati di “rischio medio” o “rischio basso”. C’è addirittura un tratto di Martinsicuro che si piazza a “rischio molto basso”. Un’altra frase discussa recita: «Il litorale che va da Alba Adriatica centro a Giulianova non risente attualmente di attività erosiva». Continua quindi il gruppo di balneatori della costa nord albense, che teme che le criticità dell’intera unità fisiografica vibratiana possano essere sottostimate: «Non mettiamo in dubbio quanto scritto dai tecnici, che hanno fatto i loro rilievi. Nel piano però non vengono presi in considerazione i danni che le mareggiate hanno provocato agli chalet albensi, che sono i più ingenti della regione, mentre si parla di tempistiche lunghissime, 15 anni, per le opere di messa in sicurezza. Temiamo quindi che si spalanchino ancora le porte a ripascimenti localizzati e limitati. A queste condizioni, senza notizie, progetti e tempistiche certi, ci stiamo chiedendo se valga la pena ancora investire nel sistemare i nostri stabilimenti, nel 2019 distrutti a febbraio e poi di nuovo a novembre, ma ancora senza protezione. Ci sentiamo abbandonati e ci stiamo rassegnando».
I balneatori della costa nord albense stanno affrontando anche questioni urgenti per la stagione 2020 che sono ancora aperte. Alcune con la Regione, come la necessità che il ripascimento annunciato per la primavera venga completato entro i primi di giugno per evitare ulteriori disagi alle attività. Altre con il Comune, come la questione dell’allargamento delle concessioni per compensazione dell’erosione, per cui nei giorni scorsi si è tenuto un vertice in municipio. Ad Alba si attende poi ancora l’approvazione del nuovo piano spiaggia, di cui si parla dai tempi dell’amministrazione Piccioni.
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