I commercianti di Pineto «Tari, vogliamo 4 rate»

16 Settembre 2015

L’associazione di categoria chiede al Comune di diluire i versamenti Iezzi: «Nonostante i segnali di ripresa, molte aziende sono ancora in crisi»

PINETO. Commercianti di Pineto protestano contro le modalità per il pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, chiedendo di poterla pagara in quattro rate. In questi giorni il Comune ha provveduto a spedire a cittadini e titolari di attività le cartelle con i pagamenti da effettuare a breve. Il versamento della tassa può essere effettuato in un’ unica soluzione oppure in due rate. La prima scadenza utile per assolvere al pagamento è il 30 settembre e la successiva 31 dicembre. A protestare sulle modalità di pagamento è l’associazione commercianti e artigiani di Pineto, presieduta da Biagio Iezzi che in una lettera scrive: «Nonostante i piccoli segnali di ripresa, nel settore del commercio e dell’artigianato perdura una situazione di forte crisi che può determinare l'ulteriore chiusura definitiva di non poche attività. L'associazione commercianti e artigiani Confesercenti di Pineto, nel recepire le numerose lamentele degli operatori per gli aumenti della Tari con le modalità di pagamento che prevedono due sole rate, chiede all’amministrazione comunale di diluire in quattro rate il versamento degli importi relativi all’anno 2015. Accogliendo questa richiesta, gli amministratori darebbero un segnale di necessaria attenzione alle problematiche del commercio e dell'artigianato, settore di fondamentale importanza per la tenuta e la crescita socio-economica della città».

La lettera è stata protocollata ieri e indirizzata al sindaco Robert Verrocchio, all’assessore al bilancio Claudio Mongia e al consigliere delegato al commercio Massimina Erasmi .La determina delle tariffe tari 2015 è avvenuta durante il consiglio comunale dello scorso 16 luglio. La Tari, ricordiamo, è una componete della nuova Iuc (Imposta comunale unica) ed è dovuta da chiunque possiede o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti. Alcuni titolari di attività commerciali hanno fatto notare che sono poco chiare le modalità di calcolo dell’imposta applicata sulle utenze non domestiche non essendo citata sulla cartella la tariffa fissa della categoria di appartenenza che va moltiplicata alla superficie calpestabile. Per saperla bisogna recarsi di persona all’ufficio tributi del Comune.

Domenico Forcella

©RIPRODUZIONE RISERVATA