I costi del terremoto a Teramo: per assistere gli sfollati spesi 1,3 milioni al mese

7 Dicembre 2016

Il report della Regione: 2.844 i senza tetto in provincia, il 94% di tutta l'Abruzzo

TERAMO. Un terremoto tutto teramano, almeno per quanto riguarda l’Abruzzo. Il report del Cor (il centro operativo regionale) non lascia adito a dubbi e con cifre, purtroppo da capogiro, descrive quanto sia profonda la ferita inferta alla provincia di Teramo dagli ultimi terremoti. Gli sfollati, al 2 dicembre, sono 2.689, stando al report: il 94% di quelli di tutta la regione (in cui sono 2.844). Di questi 1.826 hanno scelto il contributo per l’autonoma sistemazione e 863 sono in strutture ricettive pubbliche e private.

I costi mensili per l’assistenza alla popolazione sono notevoli: un milione 327mila per la sola provincia di Teramo (776mila per le strutture ricettive, il resto per l’autonoma sistemazione). Una cifra che rappresenta il 93% di quanto speso ogni mese per tutto l’Abruzzo.

I numeri dei danni agli edifici privati fanno accapponare la pelle: sono 17.634 le segnalazioni in tutta la provincia. Fino al 2 erano stati effettuati 5.227 sopralluoghi (il 30%). E degli edifici controllati il 33% è risultato non agibile. «Stiamo accelerando sia sulle verifiche Fast che sulle Aedes: adesso si è attivata la procedura – si stanno definendo gli ultimi dettagli– perchè la Protezione civile nazionale metta a disposizione di ulteriore personale qualificato in modo da giungere a dare una “sgrossata” entro la fine dell'anno», esordisce Mario Mazzocca, sottosegretario alla segreteria della giunta regionale con delega alla Protezione civile, «siamo a 17mila richieste, più del doppio del terremoto dell’Aquila 2009». Si dovrebbe arrivare a 40-45 tecnici con cui dare una classificazione agli edifici lesionati. E’ importante mettere questo primo punto fermo perchè «inciderà sulla tempistica della ricostruzione», sottolinea Mazzocca.

Che tranquillizza anche sugli effetti delle dimissioni del governo Renzi su pratiche, assistenza e sussistenza stessa del cratere. «Faremo di tutto per sostenere le popolazioni e comunque il parlamento è sovrano. Penso che ogni parte politica farà la propria parte: sicuramente lo farà il Pd, con il supporto di Sinistra Italiana. L’onorevole Melilla alla Camera, ad esempio, segue passo passo tutto quanto attiene all’argomento».

Mazzocca peraltro fa notare che un primo stanziamento per fronteggiare l’emergenza nelle quattro regioni coinvolte già è stato fatto, e i successivi «seguiranno sempre una corsia preferenziale».

Il sottosegretario è relativamente ottimista anche sui tempi, secondo lui non saranno quelli biblici del terremoto del 2009. «Se c'è una gestione coordinata del fenomeno a livello regionale, come il subcommissario per la ricostruzione Luciano D’Alfonso sta facendo», prevede, «le discrasie che si sono create per patrimonio edilizio storico dell'Aquila non si creeranno. Non ci sarà la farraginosità di varie ordinanze che nel 2009 si sono succedute, anche perchè era la prima volta in tempi recenti che un sisma colpiva una città di quelle dimensioni. E poi è stata determinante la mancanza di una cabina di regia, a livello regionale, per evitare accavallamenti e sovrapposizioni che influiscono sulla tempistica». Mazzocca non si sbilancia sulla sede dell’ufficio tecnico per la ricostruzione: «La presenza di una città grande come Teramo non può non essere considerata. Certo, Montorio ha già ufficio relativo al sisma del 2009: si tratta di contemperare le esigenze».

Una riflessione la dedica a quello che ritiene sia «il tema vero, la prevenzione. L’impegno è ad approntare un programma che possa supportare materialmente il famoso “Casa Italia”. Se non sappiamo lo stato di salute dei nostri fabbricati storici non possiamo essere spediti e immediati, a partire dalle scuole, agli edifici pubblici e strategici, come gli ospedali, per poi incidere sull'intero processo: è un tema pluriennale, ma bisogna iniziare. Se non si inizia non si finisce. In Giappone quest’operazione è stata avviata qualche decennio fa e ora ne stanno beneficiando».

Il sottosegretario ha citato scuole ed edifici pubblici che rappresenteranno un’altra grossa fetta della ricostruzione. In provincia di Teramo, secondo il report sono stati segnalati danni in 164 scuole, tutte controllate: ne sono risultate agibili 92, non agibili 72, cioè il 79% di tutte le scuole inagibili d’Abruzzo. Per gli altri edifici pubblici le segnalazioni sono state 109, ma in questo caso sono stati effettuati solo 24 sopralluoghi, da cui è emerso che 5 sono inagibili. Situazione disastrosa per gli edifici di culto: in provincia ci sono state 340 segnalazioni con 231 sopralluoghi effettuati. Ben 138 sono non agibili, il numero più alto in regione. A Campli, Ancarano, Bisenti, Fano, Tossicia, Torricella, Penna Sant’Andrea sono chiuse tutte le chiese.

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