«I due viadotti dell’A24 fanno paura»

Dopo il Comune di Isola nuovo allarme da “Liberi cittadini 5 stelle” e Unione dei consumatori
TERAMO. «Quei viadotti fanno paura». A rilanciare l’allarme sulle condizioni di precarietà delle strutture dell’autostrada A24 che sovrastano Cerchiara e Casale San Nicola alle pendici del Gran Sasso sono “Liberi cittadini 5 stelle” e “Unione generale dei consumatori”. Per entrambe le associazioni quella sulla sicurezza del Gran Sasso non è una «battaglia nuova», nata sull’onda dell’emotività suscitata dalla tragedia di Genova. «Ci siamo occupati di questo problema già in passato», premette Claudio Della Figliola, rappresentante di “Liberi cittadini 5 stelle”, «raccogliendo dati e presentando esposti relativi non solo alle carenze strutturali dei ponti ma anche all’inquinamento del suolo sottostante provocato dalle acque di lavaggio che cadono dalle carreggiate autostradali». Gli elementi raccolti, in particolare sulla contaminazione del terreno su cui poggiano i viadotti, l’anno scorso hanno portato all’apertura di un’indagine da parte della Procura sulle eventuali responsabilità della società di gestione dell’A24.
Il luttuoso evento di Genova, insomma, ha reso ancora più pressante l’allerta. Per questo “Liberi cittadini 5 stelle” e Ugc si sono rivolti a un ingegnere da sempre impegnato nelle lotte per la salvaguardia e la sicurezza del territorio. Domenico Di Baldassare ha analizzato da vicino lo stato del viadotto di Casale San Nicola, traendo dalla verifica conclusioni preoccupante. «È in uno stato di grave deterioramento», spiega il tecnico, «bisogna intervenire subito». Secondo Di Baldassarre i piloni sono in condizioni molto peggiori rispetto a quelli del ponte Morandi crollato il 14 agosto. «Risultano completamente corrosi, mentre quelli di Genova lo erano solo in parte», fa notare, «le travi su cui poggia il viadotto, inoltre, si sono sganciate». La corrosione dei pilastri non può che peggiorare con l’arrivo dell’inverno e delle gelate che apriranno nuove lesioni nel calcestruzzo «tra l’altro non di ottima qualità». Le conseguenze, insomma, potrebbero assumere proporzioni catastrofiche. «Non siamo allarmisti a tutti i costi», tiene a precisare l’assessore alla protezione civile di Isola del Gran Sasso Massimo Di Giancamillo, «ma le condizioni in cui si trovano quei piloni sono sotto gli occhi di tutti». Il suo Comune ha già scritto a prefetto e ministero dei Trasporti. «Non vogliamo ulteriori tragedie», scandisce l’assessore, «ospitiamo istituzioni importanti come i laboratori di fisica nucleare: hanno ricevuto tanto dal nostro territorio, ma questo è stato costretto a subire le scelte». Il processo decisionale e la condivisione dei risultati devono partire dal basso. Ne è convinto il sindaco Gianguido D’Alberto.
«Il problema è evitare il rimpallo di responsabilità a cui spesso abbiamo assistito», spiega, «serve un’attenzione costante alle manutenzioni e gioco di squadra le istituzioni». L’Ente parco Gran Sasso-Monti della Laga è pronto a fare la propria parte. «Non abbiamo competenza sull’autostrada», chiarisce il presidente Tommaso Navarra, «ma possiamo intervenire sul terreno». Il parco verificherà l’inquinamento del suolo dovuto all’acqua di scolo dalle carreggiate. «Non ci tiriamo indietro», assicura Navarra, «pubblicheremo i risultati delle verifiche». A chiedere già negli anni scorsi l’intervento del governo Pd è stata l’allora senatrice dei Cinque Stelle Enza Blundo. «Ho sollecitato trasparenza sia sulla sicurezza che sui costi e sugli investimenti per l’A24», ricorda, «prospettando il ritiro della concessione». (g.d.m.)
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