I familiari del giovane dopo la sentenza

«Quello che oggi prevale di più è l’amarezza. Dopo i risultati della perizia era una sentenza che ci aspettavamo, ma ci chiediamo perchè si fanno le barricate per salvare un ospedale in cui possono...
«Quello che oggi prevale di più è l’amarezza. Dopo i risultati della perizia era una sentenza che ci aspettavamo, ma ci chiediamo perchè si fanno le barricate per salvare un ospedale in cui possono avvenire fatti come questi». E’ un dolore dignitoso e composto quello di Marianna e Luca Piccioni, i fratelli di Giuseppe(nella foto). Insieme alla madre Leontina si sono costituiti parte civile nel processo (assistiti dall’avvocato Claudio Iaconi). Con loro anche il padre (assistito dall’avvocato Barbara Castiglione). Dice Marianna: «Noi non abbiamo avviato nessuna richiesta di risarcimento in sede civile, ma abbiamo chiesto che in sede penale ci fosse detto perchè mio fratello è morto. Un atto dovuto nei confronti di un ragazzo pieno di vita». Commenta Iaconi: «La sentenza giunge all’esito di una istruttoria complessa e controversa. Ne prendiamo atto ed attendiamo le motivazioni che non mancheranno di essere interessanti. Fin d’ora va rilevato che la formula assolutoria è significativa perchè pronunciata ai sensi dell’articolo 3 della legge Balduzzi che non esclude la colpa - quando questa ha determinate connotazioni – tanto che fa espressamente salvi i diritti risarcitori delle parti offese». (dp)

