I genitori dei ragazzi del convitto: «Spazi adeguati per i nostri figli»

Lettera alle istituzioni con due richieste: trovare un edificio in centro più adatto dell’hotel Gran Sasso e garantire un aiuto economico per pagare le spese di trasporto verso le nuove sedi scolastiche
TERAMO. I genitori degli studenti convittori che frequentano le scuole superiori del convitto Melchiorre Delfico di Teramo tornano a scrivere alle istituzioni sollecitando il reperimento per i propri ragazzi di una sede residenziale diversa dall’hotel Gran Sasso e un aiuto economico per pagare le spese del trasporto da e verso le nuove sedi scolastiche. La lettera è rivolta a presidente della Provincia, sindaco e assessore regionale all’istruzione.
I genitori rilevano come al disagio del sequestro dell’edificio del convitto si sia aggiunta «un’ulteriore difficoltà rappresentata dalla totale incertezza sul futuro scolastico dei propri figli in relazione alla mancanza di proposte attuabili manifestate dagli organi competenti. Molti genitori di ragazzi convittori hanno optato per il trasferimento dei propri figli, stante il trauma che gli stessi hanno subito; noi invece abbiamo scelto di restare dando sostegno alla città di Teramo, ponendoci a fianco alle istituzioni scolastiche al fine di ottenere un risultato che permetta ai nostri ragazzi di continuare con il proprio percorso di studi e di non dover subire ancora spostamenti. Ad oggi però», continuano, «ci troviamo a dover fare i conti con soluzioni non ottimali per il proseguimento della vita convittuale dei nostri ragazzi. Pur ringraziando le istituzioni per aver dato risposte celeri con la sistemazione dei convittori all’Hotel Gran Sasso, che ha permesso ai nostri ragazzi di rientrare a Teramo e seguire le lezioni pomeridiane, riteniamo che tale soluzione non possa essere definitiva in quanto non dotata di spazi idonei per lo svolgimento delle varie attività, siano esse di natura didattica o di natura personale. Noi genitori chiediamo che venga trovata una soluzione post emergenziale che possa minimizzare i disagi subiti da noi e dai nostri figli, con l’individuazione di un edificio non decentrato dotato di spazi adeguati, come avevano al Delfico, con luoghi dedicati allo studio e luoghi dedicati alla socializzazione, tali da giustificare la retta richiesta per la permanenza al convitto. Non è pensabile che le famiglie continuino a sostenere interamente la retta se non vengono garantiti gli spazi e i servizi necessari di cui godevano al Delfico. E oltre al trauma per i nostri figli che si sono dovuti adattare a nuovi spazi, dove a malapena riescono a convivere, noi famiglie ci troviamo anche a pagare le spese del trasporto scolastico; davvero inaccettabile che le istituzioni non si facciano carico di questo ulteriore disagio che ricade interamente su di noi, già provati da quanto successo. Chiediamo pertanto a tutte le istituzioni di farsi carico di questo ulteriore onere che grava sulle famiglie e sui convittori stessi, sollevando in tal modo le famiglie da un ulteriore disagio che in un prossimo futuro potrebbe far allontanare i ragazzi da Teramo portando, di fatto, alla chiusura di una istituzione storica di questa città».(red.te)

