I geologi: la frana di Ripe avanza ancora

24 Marzo 2015

I tecnici inviati dalla Protezione civile nazionale: necessari interventi non estemporanei e un monitoraggio continuo

TERAMO. Il fronte delle frane resta più che mai aperto in provincia. Quella di Ripe di Civitella sta diventando un caso nazionale, la provinciale di Miano è sull’orlo della chiusura, la vallata del Fino è martoriata.

RIPE. Un lungo sopralluogo fin dentro il bosco e poi nell’abitato, indossando stivali. I geologi dell’università di Firenze, centro di riferimento per il rischio idrogeologico, insieme a quelli del Cnr, hanno trascorso la giornata di ieri a Ripe di Civitella inviati dalla Protezione civile nazionale su richiesta della Regione Abruzzo. Nelle prossime ore rimetteranno una relazione ufficiale ma nella riunione che si è svolta ieri pomeriggio con gli enti locali hanno consigliato di confermare l’ordinanza di sgombero emessa dal Comune di Civitella – che riguarda una decina di case – perché si è in presenza di una “colata” ancora in evoluzione con importanti “dilavamenti” verso la frazione. Non dovrebbero correre pericoli le altre abitazioni non evacuate ma, secondo gli esperti, è necessario predisporre un sistema di monitoraggio per capire come evolve la situazione. Il movimento franoso è vasto (supera i 50 ettari iniziali), la strada provinciale 53 che conduce a San Giacomo è sprofondata fino a dieci metri; in molti punti si è letteralmente sbriciolata sotto la spinta di acque sotterranee, fango e detriti. All’ingresso di Ripe, unica via d’accesso alla frazione anche per i mezzi di lavoro e soccorso, la strada è continuamente invasa dalla frana e viene mantenuta aperta grazie ai mezzi della Provincia che 24 ore al giorno spalano la massa di fango che arriva dal versante franoso. «Non è una situazione che reggeremo a lungo», ha spiegato il consigliere delegato alla viabilità Mauro Scarpantonio che ha partecipato al sopralluogo e incontrato i geologi. «Questo tipo di intervento ci costa quattromila euro al giorno e non è certo risolutivo anche perché fra un po’ non sapremo dove smaltire il fango. Bisognerà pensare ad una viabilità alternativa, ma dove? E con quali risorse?». Una cosa è certa, come sottolineato dai geologi: non si può agire con interventi estemporanei, bisogna fare un piano generale, lasciar stabilizzare il versante, regimentare l’acqua che scorre in abbondanza in superficie e sotto la terra e nel frattempo trovare soluzioni per garantire la viabilità d’accesso.

LA SP 19 DI MIANO. La Provincia ha stanziato 120mila euro per la sistemazione della strada che porta a Miano. Il provvedimento è stato adottato con una procedura di somma urgenza ieri mattina, poco prima del sopralluogo dei consiglieri provinciali Verna e Scarpantonio, del sindaco Brucchi e del capogruppo regionale Pd Mariani lungo il tratto reso quasi impraticabile da tre frane. Nella zona più a rischio si è formato un avvallamento che ha abbassato la carreggiata di un paio di metri e sotto il quale ci sarebbe il vuoto. La situazione è tale che il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino ha vietato il transito dei pullman, mentre gli scuolabus sono stati già dirottati lungo un percorso alternativo che passa per Sardinara. La strada resta aperta, anche se a senso unico alternato nei punti più critici, solo al transito delle auto. All'incontro erano presenti anche alcuni cittadini di Miano, che hanno sollecitato ulteriori interventi di ripristino della viabilità. La Provincia a breve metterà a disposizione altri 100mila euro a cui ne aggiungerà ulteriori 300mila in tempi più lunghi. Brucchi ha comunque chiesto un impegno diretto da parte della Regione. Il sindaco ha fatto notare che dei 48 milioni stanziati a livello regionale per contenere il dissesto idrogeologico, a comuni del Teramano ne sono stati assegnati 8,8 e senza alcuno stanziamento per il capoluogo.

MONTORIO. Una frana ha invaso ieri la Sp 42 nel trattotra le frazioni montotiesi di Villa Vallucci e Altavilla. Le ruspe della Provincia hanno ripristinato la viabilità, ma il movimento di terreno continua implacabile.

VAL FINO. Ad Arsita tre famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, per un totale di 10 persone. Tutte sono ora sistemate nei Map, moduli abitativi provvisori, realizzati dopo il terremoto del 2009. Due delle tre famiglie evacuate si trovano sulla strada che porta a Collemesole, una a Piane di Arsita. In quest'ultimo caso la casa si è staccata da terra, il movimento della collina ha creato un pericoloso distacco dalle fondamenta. La Val Fino resta una zona con grandi difficoltà, con una viabilità ai limiti della percorrenza su più punti. La Sp 365 è franata al km 23. Una voragine che non consente più il collegamento da quella arteria tra Bisenti e Castiglione. Buone notizie per la 365 relativamente al tratto che va dal cimitero a Castiglione, la strada è stata riaperta e solo per un breve tratto è previsto il senso unico alternato. Il bar-pizzeria Sampei è stato riaperto e il sindaco ha chiesto alla Protezione civile di inviare dei tecnici per poter valutare la sicurezza delle case evacuate e la possibilità di far rientrare le famiglie. La strada per Appignano non esiste più, serviranno interventi molto importanti per la sua ricostruzione e si pensa a un percorso alternativo.(a.d.p.-g.d.m.-e.f.)

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