I marinai del Cogevo contrari: «No al prelievo di sabbia al largo»

21 Gennaio 2021

La Regione lo ha previsto per il ripascimento delle spiagge, la categoria pronta a ricorrere al Tar Il presidente del consorzio Di Mattia: «Così danneggiano le zone di produzione e raccolta vongole»

GIULIANOVA. I pescatori del Cogevo Abruzzo dicono no al progetto della Regione che prevede il prelievo di sabbia a un miglio dalla battigia nell’ambito del piano di difesa della costa abruzzese. Secondo i pescatori, infatti, il prelievo danneggia un’area in cui si trova la zona di produzione e raccolta delle vongole. Il presidente del consorzio Giovanni Di Mattia si è affidato all’avvocato Ernestina Portelli che ha inviato una missiva al presidente della giunta regionale Marco Marsilio, all’assessore Emanuele Imprudente, al sottosegretario alla presidenza Umberto D’Annuntiis e al servizio opere marittime e acque marine della Regione Abruzzo. Interessate anche la direzione marittima di Pescara e Federpesca Roma. Il Cogevo ricorda che la Regione ha previsto interventi sulla costa con prelievo di 200mila metri cubi di sabbia da destinare a spazi contenitivi per proteggere il litorale abruzzese dall’erosione. Nella nota viene ricordato l’intervento di Di Mattia che nel corso di una recente conferenza regionale della pesca ha presentato osservazioni ribadendo quanto già comunicato con una precedente nota. Le perplessità del Cogevo riguardano la zona del prelievo di sabbia dove è presente la risorsa vongola per la quale, anche di recente, è stato stanziato un sostegno per lo spostamento, semina e ripopolamento a un miglio dalla costa per l’ampliamento delle zone di produzione e raccolta dei molluschi. Alle osservazioni del Cogevo, per ora, non sono seguiti riscontri da parte della Regione. Tra l’altro il consorzio ha segnalato che le acque vicine alla costa sono importantissime per la vita e la riproduzione di molte specie ittiche, tra cui anche la vongola. Di Mattia ha anche richiesto una valutazione di impatto ambientale in relazione a questi interventi di prelievo. Secondo i pescatori queste opere di difesa della costa non sono compatibili, da un punto di vista ambientale, con la tutela dell’ecosistema marino e, per il Cogevo Abruzzo, non possono essere fatte fin quando non saranno previsti spostamenti preventivi dei molluschi e il rimborso delle spese ai pescatori.
Le osservazioni presentate dal Cogevo hanno affrontato anche il tema dei ripascimenti riproposti ogni anno, che non hanno mai portato alla soluzione del problema erosione, ma solo «a un enorme ed inutile dispendio di denaro pubblico». Il consorzio chiede che si giunga a una soluzione soddisfacente tra tutti « tra cui il prelievo anticipato della risorsa, lo spostamento preventivo ed indennizzi ai pescatori». Di Mattia dichiara: «Se le nostre richieste non verranno prese in considerazione prenderemo la strada del Tar».
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