I pescatori sul caro gasolio: «Potremmo fermarci ancora»

13 Settembre 2022

GIULIANOVA. Gli armatori giuliesi sono sul piede di guerra a causa dei recenti rincari del prezzo del gasolio e minacciano un’altra ondata di astensioni dal lavoro al termine del fermo biologico. Il...

GIULIANOVA. Gli armatori giuliesi sono sul piede di guerra a causa dei recenti rincari del prezzo del gasolio e minacciano un’altra ondata di astensioni dal lavoro al termine del fermo biologico. Il costo del carburante ha di nuovo raggiunto cifre proibitive per poter svolgere una soddisfacente attività di pesca, pertanto i pescatori sembrerebbero intenzionati a continuare a stare fermi, per via dei margini di ricavo che risulterebbero pressoché minimi.
A farsi portavoce degli armatori dello strascico è Giovanni Massi, titolare del motopeschereccio Il Faro, che così interviene in merito: «Il gasolio attualmente viaggia a un euro e 15 circa al litro. Se dovesse superare, entro il 21 settembre, la soglia dell’euro e 20 francamente non ci conviene andare a mare, sarebbe soltanto una rimessa; va da sé che tale condizione ci costringe a fermarci di nuovo», afferma Massi, che annuncia: «Domani mattina (oggi, ndc) si terrà una riunione al porto assieme agli altri colleghi marittimi di Giulianova per valutare come muoverci. La nostra intenzione, a tutt’oggi, è quella di riprendere la normale attività dopo il fermo biologico, almeno per i primi giorni, in modo da poter stimare spese e guadagni. Ma se la situazione dovesse peggiorare, ovvero se il prezzo del carburante continuerà a lievitare, non ci conviene nemmeno uscire per prova: la situazione è insostenibile. Noi armatori cominciammo la nostra protesta quando il gasolio arrivò a costare 90 centesimi a litro, figuriamoci adesso che si attesta abbondantemente sopra l’euro».
Stefania Gervasini
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