I politici regionali incontrano gli operai Maccaferri

8 Novembre 2015

CASTILENTI. Un furgone aperto con un tavolo al suo interno, un falò acceso per fare fronte al freddo notturno. Così gli operai delle Officine Maccaferri di Castilenti hanno organizzato le loro ore...

CASTILENTI. Un furgone aperto con un tavolo al suo interno, un falò acceso per fare fronte al freddo notturno. Così gli operai delle Officine Maccaferri di Castilenti hanno organizzato le loro ore di sciopero. I cancelli dello stabilimento sono interamente tappezzati di bandiere sindacali e striscioni. Frasi asciutte e pungenti che invitano la direzione a rivedere la decisione di chiudere a fine anno per trasferire la produzione all’estero.

I 42 operai, in stato d’agitazione da giorni, hanno chiesto e ottenuto l’attenzione della politica. Ieri mattina, tra i presenti in un incontro che si è svolto nella fabbrica stessa, c’erano l’assessore regionale Dino Pepe, il capogruppo del Pd Sandro Mariani e il consigliere regionale Luciano Monticelli. Il sindaco Alberto Giuliani ha manifestato la vicinanza agli operai ricordando che per la prossima settimana l’assessore regionale alle attività produttive Giovanni Lolli incontrerà la dirigenza e gli operai per portare avanti una trattativa per tutelare l'occupazione. «Abbiamo incontrato gli operai», commenta Monticelli, «è stata una mattinata nella quale abbiamo ribadito l’impegno della politica a salvare i posti di lavoro, è importante ragionare in una logica di vallata. La crisi di questa ditta non pesa solo sull’economia di un comune, ma su tutta la valle del Fino che è già provata da tante problematiche occupazionali».

Gli operai contestano la decisione improvvisa della dirigenza, che dopo l’avvio di un piano di riconversione del 2013 non ha portato avanti il progetto puntando alla chiusura, comunicata in modo inaspettato. «Chiediamo di capire la situazione», commenta un operaio, «qualcuno vocifera di interessi della proprietà in altri settori industriali in altre zone d’Abruzzo, che se sbloccati potrebbero salvarci. Di sicuro noi abbiamo bisogno di lavorare e difenderemo i nostri diritti».

Evelina Frisa

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