I proprietari dell’ex fornace «Da noi non esce l’amianto»

7 Maggio 2015

Roseto, replica agli abitanti della zona che hanno denunciato l’aumento di patologie polmonari addebitandolo alla copertura in eternit dell’edificio

ROSETO. «La copertura dello stabile risponde in maniera perfetta a tutte le norme sull’ambiente». Ad affermarlo è la proprietà della ex fornace Branella, i cui stabilimenti dismessi occupano una vasta area, ormai circondata da un quartiere residenziale. Proprio gli abitanti della zona si sono rivolti ufficialmente alle autorità preposte per chiedere un controllo accurato sullo stato delle coperture in eternit dei capannoni, a ridosso delle case, perché temono per la propria salute.

Ancora oggi, infatti, i grossi depositi dove un tempo venivano immagazzinati i mattoni hanno la copertura in cemento-amianto, la cui inquietante presenza terrorizza i residenti di interi quartieri, tanto che qualcuno è arrivato al punto di denunciare pubblicamente la questione, soprattutto dopo aver constatato l’aumento di patologie polmonari proprio nelle zone in cui è maggiore la presenza di eternit.

«Ho provveduto personalmente a dare incarico a una ditta specializzata per il monitoraggio dell’eternit», dichiara Maria Grazia Di Sante, moglie del proprietario Branella, «il risultato è stato eccellente e il tutto è ampiamente documentato».

Quindi, nessun pericolo per le persone, visto che, come fanno sapere dalla proprietà, si è nel frattempo provveduto alla sostituzione delle lastre deteriorate. Bisogna infatti sottolineare che tale materiale non è pericoloso se integro, ma lo diventa quando comincia a sbriciolarsi, liberando nell’aria minuscole particelle di amianto la cui inalazione comporta un lato rischio di contrarre il cancro ai polmoni. È infatti più che accertato il rapporto tra l’insorgenza del tumore e il contatto diretto con l’amianto. Ma non sarebbe il caso della fornace Branella, come sottolineato con forza dagli stessi proprietari. «Inoltre ho sempre eseguito la manutenzione a tutta l’area», dice ancora la signora Di Sante, «prova ne è che nel 2011 l’unica zona non allagata era quella prospiciente il mio opificio, segno di una continua e corretta manutenzione. Sono molto dispiaciuta per il continuo aumento delle patologie da voi denunciate, ma sono sicura che le cause siano da ricercare altrove».

Intanto, dopo la denuncia degli abitanti, la Asl ha effettuato un sopralluogo, il cui esito però non è stato comunicato ai denuncianti, i quali hanno quindi deciso di incaricare una ditta privata specializzata nel settore per far controllare l’eventuale presenza di particelle di eternit nell’aria intorno alle loro case.

Federico Centola

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