I Radicali nel carcere teramano nel ricordo di Marco Pannella

19 Maggio 2021

L’esponente del partito Bernardini: «Così portiamo avanti la sua battaglia per la dignità dei detenuti» La delegazione sarà a Castrogno questa mattina per denunciare il sovraffollamento della struttura

TERAMO. Esattamente cinque anni fa se ne andava a 86 anni Marco Pannella, sconfitto dalla malattia dopo aver combattuto mille battaglie sui diritti civili. E questa mattina, nella città di Teramo che gli aveva dato i natali e a cui era rimasto molto legato, i Radicali, orfani del loro storico leader, lo ricorderanno rilanciando una delle battaglie che Pannella aveva più a cuore, quella sui diritti e la dignità dei detenuti.
Una delegazione del partito visiterà infatti il carcere di Castrogno, così come Pannella faceva frequentemente. A guidarla sarà Rita Bernardini, ex deputata, componente del consiglio generale del partito e presidente del movimento “Nessuno tocchi Caino”. Insieme a lei anche i vertici Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti.
«Quando te ne vai, bisogna vedere quanti sono coloro che fanno della tua mancanza una tua presenza»: così disse lo stesso Pannella in una sua celebre dichiarazione sulla morte, espressa in uno degli ultimi scioperi della fame prima di andarsene. A citare la sua frase è Bernardini. «Portare avanti le sue battaglie è il modo migliore per ricordarlo», dice l’esponente dei Radicali italiani, continuando: «Marco visitava questo carcere continuamente, ogni volta che poteva. Era legatissimo alla città di Teramo, per cui nutriva un profondo amore».
Continua Bernardini: «Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi anche con la ministra della Giustizia Marta Cartabia: nelle carceri è necessario riportare le condizioni di detenzione nei parametri sanciti dalla Costituzione, la quale garantisce la dignità del detenuto e il suo reinserimento nella società. Purtroppo in Italia questi parametri non vengono rispettati e la situazione è troppe volte insostenibile».
Spiega ancora l’ex deputata: «Alla base c’è il problema del sovraffollamento delle carceri. Si tratta di una criticità diventata ancora più grave durante la pandemia, quando avremmo dovuto assicurare ancora più spazio ai detenuti nelle carceri per garantire la loro sicurezza e invece non lo abbiamo fatto». Quindi entrando nel dettaglio della casa circondariale di Castrogno: «Anche Teramo vive questo problema. Nonostante il carcere sia stato guidato da bravi direttori, la struttura è occupata per il 140% della sua capienza».
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