I Radicali tra i detenuti: «Sono quasi il doppio della capienza prevista»

12 Agosto 2022

TERAMO. Sovraffollamento e altre criticità all’interno delle carceri sulle quali intervenire subito, non solo a livello locale, ma nazionale. È questo l’appello del Partito radicale teramano la cui...

TERAMO. Sovraffollamento e altre criticità all’interno delle carceri sulle quali intervenire subito, non solo a livello locale, ma nazionale. È questo l’appello del Partito radicale teramano la cui delegazione ieri ha visitato la casa circondariale di Castrogno nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto in carcere”. Una visita tra i detenuti ascoltando testimonianze e bisogni. Ciò che è venuto fuori è che il carcere cittadino soffre di problematiche dovute maggiormente al fatto che la struttura e il personale carcerario e medico sono previsti per la capienza massima di 255 detenuti, quando invece ve ne sono 423. Dopo anni dalla sentenza Torreggiani, per la quale la Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia per le condizioni di sovraffollamento, niente è cambiato.
«La popolazione carceraria di Castrogno è quasi il doppio di quella regolamentare», ha detto Ariberto Grifoni, «l’Italia continua a fare una brutta figura e ci deve essere un’azione politica forte per la riforma del sistema carcerario: se miglioriamo le condizioni degli ultimi miglioriamo tutta la società». Nella casa circondariale teramana, come ha illustrato l’avvocato Tommaso Navarra sulla base dei dati del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, «ci sono 305 detenuti italiani, 118 stranieri e 42 donne. Il sistema è in difficoltà principalmente per la struttura che ha cinquant’anni e spazi ridotti. Ci sono celle di due metri quadrati con bagno senza acqua calda, la presenza di persone con disabilità anche con la carrozzina, psichiatrici, trapiantati e immunodepressi. Tutti hanno lamentato il freddo perché i termosifoni si accendono poche ore al giorno. Proprio per gli spazi ridotti la normativa si è adeguata con le celle aperte di giorno, mentre di positivo abbiamo riscontrato la presenza di letti che non superano i due posti a castello, la riapertura della palestra maschile e di spazi ricreativi». Navarra ha evidenziato come «il presidio sanitario è ben strutturato anche se il numero di medici e infermieri presenti è sempre messo in relazione alla capienza legale e non a quella effettiva come accade per i 216 agenti penitenziari». Luigi Flagelli ha spiegato che nel nostro Paese «ci sono 100 detenuti per 100mila abitanti, con il carcere che viene visto come discarica sociale». L’istruzione e il lavoro (a Castrogno solo due detenuti in regime di semilibertà lavorano alle dipendenze esterne) sono considerati dai radicali l’occasione di riscatto per portare a compimento il fine rieducativo della pena e l’abbassamento delle recidive.
La delegazione, alla quale hanno preso parte anche la docente Gabriella Antonacci e lo studente Jacopo Di Michele, ha donato un quadro e cento libri alla biblioteca dei detenuti.
Adele Di Feliciantonio
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