I ragazzi dello Scientifico: una faticaccia

Difficili i quesiti di matematica. Va meglio agli studenti del liceo classico: «La versione di greco era abbordabile»
TERAMO. Sono quasi le 14 ed è tra i primissimi a scendere le scale del liceo scientifico Einstein. E non poteva essere altrimenti visto che neanche due mesi fa ha strappato un oro alle nazionali delle Olimpiadi della Matematica. Lui è Simone Coccia, volto stanco ma soddisfatto dopo il secondo giorno della maturità che ieri mattina ha visto tornare sui banchi di scuola oltre duemila ragazzi teramani. «Per noi della sperimentazione Pni (Piano nazionale informatico) la prova era sulle funzioni ed è stata di sicuro più difficile di quella dell’anno scorso», spiega il giovane talento della V B. «I 10 quesiti proposti li ho trovati tutto sommato semplici, il primo problema invece era abbastanza “antipatico”. Io ho scelto l’altro, spero di non aver commesso errori di calcolo e di aver fatto 15 (il punteggio massimo attribuibile alla prova ndr)». Non è andata meglio ai ragazzi delle sezioni tradizionali alle prese per sei ore con integrali, derivate e calcolo di massimi e minimi. «E’ stata più dura dello scritto d’italiano», dice Edoardo Di Blasio, V G e primo a uscire dal liceo teramano alle 13.40, «i problemi in particolare erano complessi mentre i quesiti erano più fattibili. E poi la commissione non è stata troppo severa».
Altro clima davanti al Classico Dèlfico. I liceali di piazza Dante temevano Tucidide o Demostene per la prova di greco, e invece il ministero ha scelto il brano di Luciano “L’ignoranza acceca gli uomini” dall’operetta “Non si deve credere facilmente alla calunnia”. Versione abbordabile e lineare, commentano i primi ad abbandonare l’aula. «La costruzione delle frasi non era particolarmente complicata, eccetto la parte centrale», si confrontano tra loro Matteo Catenacci, Gilda Cannella e Martina Martorelli della V E. «Io l’ho trovata un po’ lunga», aggiunge Niccolò Errico della V B, «ma come autore era alla portata. Tra l’altro il tema, l’ignoranza e la crisi dei valori, era molto interessante e soprattutto attuale». Anche al Classico a quanto pare nessun problema con le commissioni d’esame: «Ci hanno dato indicazioni utili e comunque c’era un clima tranquillo», taglia corto Niccolò.
Poche decine di metri più in là, a tirare un sospiro di sollievo sono gli ultimi maturandi dello Scientifico-Tecnologico Milli (dal prossimo anno l’indirizzo si chiamerà scienze applicate e si sposterà all’“Einstein”). Fisica moderna e fisica classica le materie oggetto d’esame, con problemi e quesiti incentrati sulla teoria corpuscolare della luce e i circuiti elettrici. «I problemi erano più difficili», spiegano alcuni studenti, «ma le domande non erano impossibili e tutto sommato è andata bene così». Più o meno simili le impressioni raccolte tra gli studenti dell’Iti Alessandrini, indirizzo elettronica, che hanno dovuto risolvere un esercizio e quattro quesiti sui circuiti elettronici. «Eravamo stati preparati durante l’ann», dice per tutti Francesco Di Marco della V C, «ma non è stata una prova facilissima, io ad esempio ho svolto solo tre dei quattro quesiti».
Archiviato dunque il secondo scritto, si pensa già a lunedì prossimo quando sarà la volta della temutissima terza prova su cinque materie, scelte dalle singole commissioni. «Per ora però va bene così», chiude con ottimismo Letizia Patriarca, V A del liceo Dèlfico, «la maturità in fondo è divertente e va presa con filosofia».
Fabio Marini
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