I ragazzini arrestati: «Non siamo stati noi»

24 Novembre 2023

Il 15enne e il 16enne accusati di rapine ed estorsioni ai coetanei si difendono davanti al giudice

TERAMO. «Eravamo presenti ai fatti ma non siamo stati noi»: così si sono difesi davanti al giudice i due ragazzini di 15 e 16 anni arrestati nei giorni scorsi con l’accusa di rapine ed estorsioni ad alcuni coetanei.
I due, assistiti rispettivamente dagli avvocati Federica Benguardato e Eugenio Galassi, ieri mattina sono comparsi davanti al gip del tribunale dei minori Roberto Ferrari nell’interrogatorio di garanzia che si è volto da remoto nell’istituto minorile di Benevento dove i due si trovato dopo l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare. Le indagini, coordinate dalla Procura per i minorenni dell’Aquila guidta dal procuratore David Mancini, sono state paortate avanti dai carabinieri della compagnia di Teramo e dalla squadra mobile. I fatti, secondo la prima ricostruzione di inquirenti e investigatori, sarebbero avvenuti nel centro storico teramano in più occasioni. In particolare, il ragazzo quindicenne è accusato di aver commesso due rapine nei confronti di altrettanti minorenni, una il 10 ottobre e l’altra il 12 settembre. Il sedicenne invece è accusato di aver commesso, in concorso con l’altro arrestato, la rapina avvenuta il 12 settembre. Secondo la versione fornita dalle forze dell’ordine che hanno portato avanti l’attività di indagine è emerso che il giorno 10 ottobre, verso ora di pranzo, il quindicenne in centro storico ha avvicinato un coetaneo e, minacciandolo con un coltello, lo avrebbe costretto a consegnargli una piccola somma di denaro che aveva con sé, per poi dileguarsi per le vie cittadine. Sempre secondo l’accusa nella giornata del 12 settembre, i due arrestati, verso ora di cena, avrebbero avvicinato due ragazzi minorenni in piazza Orsini e, dopo averli minacciati e schiaffeggiati, si sarebbero fatti consegnare la somma di 10 euro da uno dei due, provando invano a sottrargli anche il portafoglio.(d.p.)