I residenti denunciano: «Qui inciviltà e pericoli»

14 Giugno 2022

Il condominio “Il Palmizio” (dove è avvenuta l’aggressione ancora impunita) annuncia un’azione legale: «Finora sempre ignorate proteste e segnalazioni»

ALBA ADRIATICA. Mentre proseguono le indagini dei carabinieri per identificare il “branco” autore del pestaggio subìto da tre giovani teramani nella notte del 9 giugno, e mentre il più grave dei feriti è stato dimesso ma dovrà recarsi frequentemente in ospedale per tenere d’occhio la frattura allo zigomo, non si attenua l’impressione destata in città dall’episodio di violenza. Lo conferma una nota inviata alla stampa da Alfonso Recchioni, amministratore del condominio “Il Palmizio” (nella cui pertinenze è avvenuta l’aggressione).
Recchioni, «in qualità di amministratore pro tempore del condominio Il Palmizio e a nome della proprietà coinvolta in questi giorni sulla stampa per le disdicevoli vicende», esprime «la massima vicinanza ai ragazzi aggrediti e alle loro famiglie. Mai vorremmo che queste vicende accadessero. Ancora di più per i nostri condòmini appare intollerabile l’essere coinvolti in dinamiche del tutto lontane dal senso civico che invece contraddistingue i comportamenti delle tante famiglie che abitano nel condominio il Palmizio. La proprietà, ritenendosi del tutto estranea alla vicenda, garantirà la massima collaborazione con le forze dell’ordine per lo sviluppo delle indagini».
La nota, però, allarga il campo e va oltre l’episodio del 9 giugno, lanciando un atto d’accusa contro le istituzioni cittadine. «Occorre necessariamente ricordare», afferma Recchioni, «che gli stessi proprietari e residenti del condominio subiscono e lamentano da tempo condizioni di degrado non inerenti alle proprie condotte. Più volte i nostri condòmini, ritenendosi parte lesa per quanto avviene, hanno espresso nelle assemblee condominiali, a mezzo stampa e anche in delegazione presso la sede comunale di Alba Adriatica, il disagio subito rispetto a quanto accade all’interno della proprietà soprattutto nelle ore notturne. Sono stati più volte sollecitati gli enti preposti a prendere provvedimenti risolutivi per lo stato di caos, per la mancanza di rispetto delle norme che tutelano la convivenza civile, per il degrado delle condizioni igienico sanitarie. Più volte inoltre sono stati inviati esposti e comunicazioni richiedendo accertamenti a tutela dei diritti della salute pubblica, del diritto alla quiete, del rispetto delle norme che salvaguardano i diritti delle proprietà. A nulla sono servite le nostre interpellanze. Nessun chiarimento è stato fornito, nessuna azione di ripristino delle condizioni di sicurezza per lo stabile è stata raggiunta».
Il condominio parla apertamente di danni all’immagine e ribadisce: «Nessuno oggi può considerare ciò che accade “una sorpresa” o un “singolo, isolato episodio di violenza”. Purtroppo il caso si inquadra all’interno di una lunga scia di disagi e di episodi disdicevoli, noti, già denunciati, non dipendenti dalla proprietà e provenienti da un territorio in larga misura e per molte ore della notte fuori controllo. Per tale motivo abbiamo firmato regolare procura e mandato a uno studio legale specializzato per tutelare i diritti della proprietà e in particolar modo accertare, verificare e chiarire alcune situazioni oggetto di esposti che ad oggi, dopo troppi mesi, sembrerebbero ancora inevasi».(d.v.)
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