I ristoratori: troppi ritardi sul regolamento per le sagre

ALBA ADRIATICA. Più si avvicina la stagione estiva di Alba Adriatica, più crescono le fibrillazioni per la mancanza del regolamento comunale degli eventi e delle sagre. Ora i ristoratori dell’Ariaa,...
ALBA ADRIATICA. Più si avvicina la stagione estiva di Alba Adriatica, più crescono le fibrillazioni per la mancanza del regolamento comunale degli eventi e delle sagre. Ora i ristoratori dell’Ariaa, tirati in ballo dalle dichiarazioni del sindaco Tonia Piccioni, la abbandonano e la attaccano duramente:«da una parte l’amministrazione ci ritiene la causa scatenante della vicenda delle Pro loco, dall’altra veniamo completamente ignorati, mentre la richiesta di regolamentazioni si è tramutata incredibilmente nella “lotta per le Pro loco”». L’Ariaa, infatti, fu tra i soggetti che nel 2013 chiesero alla nuova amministrazione appena insediata l’emanazione di un regolamento delle iniziative enogastronomiche a tutela della ristorazione, in aperta polemica con la Pro loco.
Questo, come lo stesso sindaco ha ricordato di recente, fu alla base della decisione di vietare alla Pro loco l’organizzazione della Sagra delle Sagre, in attesa dell’approvazione di quel regolamento. La conseguenza diretta fu lo spostamento della sagra nel territorio di Martinsicuro, con tutti i noti effetti a catena che hanno prodotto l’eliminazione e poi il reintegro della Pro loco dall’albo provinciale, ma soprattutto anni di aspre polemiche e la nascita della seconda Pro loco per intervento diretto di Renato Rasicci. Tutto questo, mentre il famoso regolamento passava in secondo piano. Oggi, a pochi giorni dalla dura presa di posizione del consigliere di maggioranza Francesco D’Ambrosio proprio su questo tema, i ristoratori ci mettono il carico: «Tra studio del regolamento, mediazione tra le parti ed emanazione definitiva, il problema poteva essere risolto già a fine agosto 2013. Per quali altre vie impervie invece l’amministrazione abbia inteso avventurarsi, quale strategia alternativa abbia individuato e soprattutto perché dall’agosto scorso abbia deciso di abbandonare il tema centrale del dibattito (i regolamenti e la programmazione) e di sostituirlo con quello del riconoscimento della legittimità ad una o più Pro loco, non ci è dato sapere. Resta l’amaro in bocca per aver visto sprecare 22 mesi di caotica vita amministrativa per non decidere nulla, per non aver concluso nulla e per non aver dato nessuna risposta ad un dibattito ampiamente sentito dalla cittadinanza e dagli operatori del turismo. Resta l’amaro in bocca nel vedere in un momento di crisi gravissima il paese sempre più frammentato e ancora indegnamente paralizzato da un tema che interessa in fondo le poche persone inscritte alle due Pro loco ed i loro amici». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

