I ristoratori vanno al Tar contro i decreti

In venti si riuniscono per un’azione legale collettiva, l’obiettivo è ottenere l’annullamento delle restrizioni più dure
GIULIANOVA. Con molta probabilità saranno messe nelle mani di Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale all’università di Teramo, e del legale Paolo Colasante le sorti di un ricorso al Tar contro i decreti del Governo, promosso da numerosi ristoratori del Teramano che temono per le loro attività. Ieri si sono riuniti in venti al Nova Vita Beach di Giulianova, una partecipazione più ampia rispetto alle previsioni della vigilia. L’iniziativa è nata da un confronto tra Valerio Di Mattia, presidente dell’associazione Aria e proprietario del ristorante Il Palmizio di Alba, e Paolo Giorgini, titolare del Nova Vita Beach. Così spiega Di Mattia la condizione di chi oggi gestisce l’attività di ristorazione: «L’adesione dei ristoratori all’iniziativa è alta e conferma che c’è molta attenzione sulla problematica. Stiamo attraversando un periodo di grande sofferenza e difficoltà. È necessario avviare delle approfondite riflessioni sulle possibilità che si hanno di ripartire, anche a minimo regime, in totale sicurezza. Dobbiamo cercare di tenere insieme e rendere compatibili il lavoro e la sicurezza. La gestione sanitaria ci ha visti in prima fila nella riorganizzazione dei servizi secondo le regole dettate. Vogliamo capire se ci sono nuovi gradini da salire per tornare alle nostre attività. La nostra azione non può essere travisata o strumentalizzata politicamente, ma è a tutela di un comparto che vede scivolare nella sofferenza economica migliaia di famiglie. Abbiamo pensato di valutare se ci siano forme di azione in grado di accelerare l’iter per pervenire a un’adeguata definizione della nostra situazione».
Si capisce lontano un miglio che i ristoratori hanno fretta di avere risposte e, soprattutto, di venire in possesso di prospettive di lavoro che non lascino il campo all’improvvisazione. Va detto che i diversi Dpcm, attraverso provvedimenti a volte contraddittori, hanno sballottato i ristoratori senza mai fornire delle risposte definitive. Nessuno dimentica i divisori in plexiglas ai tavoli poi velocemente tramontati o altre soluzioni estemporanee. Nonostante gli investimenti in tal senso, nulla poi è cambiato. La riunione di ieri al Nova Vita Beach ha fatto balenare una strada percorribile da cui avere delle risposte più rapide rispetto ad una rivendicazione sindacale ferma da tempo al palo. L’iter sarebbe quello della giustizia amministrativa, ovvero la via del Tar. Ai legali Di Salvatore e Colasante vengono affidate le sorti dei ristoratori che cercano, all’interno dei vari Dpcm che si sono susseguiti, dei motivi validi per invalidare certe restrizioni e tornare al lavoro in sicurezza.
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