I sindacati di polizia: commissariato a Roseto

I rappresentanti degli agenti attaccano il sindaco Ferretti: «È anacronistico che resti ad Atri»
ATRI. Nella battaglia che l’amministrazione di Atri ha intrapreso contro il paventato trasferimento del commissariato di polizia a Roseto, alla quale hanno aderito anche dieci sindaci del comprensorio, arriva una durissima presa di posizione dei sindacati di polizia che rischia di scombinare i piani del Comune atriano. In una nota congiunta, i sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap, Fsp e Coisp si schierano per il trasferimento a Roseto della sede del commissariato e attaccano in particolare il sindaco Piergiorgio Ferretti, accusandolo di volere «nascondere, anche in spregio della dignità dei colleghi, gli esatti termini di una vicenda caratterizzata dal disinteresse degli amministratori locali che si sono succeduti e che ha visto costretti gli operatori di polizia a lavorare da anni in condizioni disastrose».
Secondo i rappresentanti degli agenti di polizia «sentire ora Ferretti dire che non conosceva la situazione degli uffici e la condizione di lavoro del personale è veramente troppo, sia perché egli non è da ieri in politica, ma soprattutto perché è stato anche vice sindaco del suo predecessore Gabriele Astolfi, fautore di precisi impegni con la questura di Teramo riguardo proprio al commissariato». I sindacati di polizia ricordano che quello di trovare una sede adeguata per il commissariato era un impegno che l’amministrazione atriana aveva preso fin dal 1987, ma mai tradotto in azioni concrete. L’ultimo impegno, risalente al 2015, era stato quello di trasferire il commissariato nella ex pretura stanziando 270mila euro per i lavori di adeguamento, somme che – sostengono ancora i sindacati di polizia – non sarebbe stata mai messa in bilancio. «Pertanto, sappia il sindaco di Atri», conclude la nota, «che noi siamo pronti a scendere in piazza per manifestare tutta la nostra rabbia ed il nostro dissenso per tutto ciò che sino ad oggi abbiamo subìto come conseguenza dell’inerzia di quella amministrazione comunale, che invece oggi vorrebbe apparire come salvatore di un destino che risiede solo nelle colpe e totale disinteresse degli amministratori che si sono succeduti, cercando di coinvolgere in questa colpevole condotta ignari altri sindaci del comprensorio». I sindacati, dichiarano, non consentiranno che ci si opponga al trasferimento in una sede più dignitosa e funzionale quale quella di Roseto, che contrariamente a quanto dichiarato dal sindaco Ferretti, manterrebbe la stessa analoga competenza territoriale dell’attuale assetto di controllo del territorio, senza menomare minimamente la sicurezza di Atri e del suo comprensorio. La politica, quella con la “P” maiuscola, non può pregiudicare le sorti di una struttura strategica che, oltre per le ragioni sopra esposte, sarebbe da definire anacronistica ed incongruente con le reali esigenze di sicurezza qualora permanesse ancora nella città di Atri».
Una presa di posizione molto netta alla qual si contrappone la nascita di una comitato civico a sostegno della battaglia dell’amministrazione atriana contro il trasferimento. «Tra le iniziative che il comitato porterà avanti», fa sapere una nota del Comune, «l’organizzazione, di concerto con le istituzioni locali, di una prima grande manifestazione pubblica». (red.te.)
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