I sindacati lanciano l’allarme su precariato e contratti atipici

3 Maggio 2022

Sul palco le testimonianze di operai di Atr e Betafence e di donne che studiano e lavorano Nuovo appello alle istituzioni locali per avviare un confronto e pianificare gli interventi del Pnrr

GIULIANOVA. Lo scollamento fra il mondo della scuola e quello del lavoro; il precariato e i contratti atipici; le discriminazioni del lavoro femminile. Sono stati alcuni dei temi che hanno tenuto banco, anzi che sono saliti sul palco, nel corso della manifestazione organizzata per il primo maggio da Cgil, Cisl e Uil. Dopo l'emergenza pandemica, i sindacati sono tornati in piazza, a Giulianova, per rilanciare le questioni sempre calde dell'occupazione e per invocare un impegno collettivo per la pace. Due tematiche che quest'anno, con la guerra in corso in Ucraina, non potevano non viaggiare insieme. Così nel partecipato corteo giuliese, partito da via Matteotti e giunto in piazza della Libertà, hanno sfilato le bandiere dei sindacati, di Rifondazione comunista e quelle arcobaleno.
Il corteo ha visto insieme lavoratori, studenti, pensionati, disoccupati, precari e diversi rappresentanti del mondo istituzionale: Cgil, Cisl e Uil infatti avevano rivolto ai sindaci teramani e al presidente della Provincia l'invito a partecipare per dare un segnale di unità nel “lavorare per la pace”. Presente anche Daniela Barbaresi della segreteria nazionale della Cgil. Sul palco hanno portato la propria testimonianza una studentessa, un ex dipendente dell'Atr, una lavoratrice, un giovane delegato del sindacato, un operaio della Betafence, azienda di Tortoreto che ha annunciato sessanta esuberi. «Un primo maggio carico di riflessioni: sul palco è salito uno spaccato significativo del mondo del lavoro attuale dove il contratto atipico è ormai quello indeterminato, dove le donne hanno grosse difficoltà a conciliare lavoro e famiglia, dove chi perde il posto a 50 anni si sente perduto», commenta il segretario provinciale della Cisl Fabio Benintendi sottolineando le grandi preoccupazioni che i giovani nutrono verso il futuro. E sul lavoro che va costruito con progetti unitari spinge ancora il segretario provinciale della Cgil Giovanni Timoteo: «La presenza delle istituzioni alla manifestazione ci ha fatto piacere, ma ribadiamo la necessità di costruire un tavolo di confronto come previsto dalle direttive di palazzo Chigi per pianificare gli interventi coi fondi del Pnrr: bisogna collaborare perché questo territorio sta soffrendo una crisi occupazione e demografica enorme», dice il sindacalista. Il primo maggio è stata occasione per Rifondazione comunista, con il segretario provinciale Mirko De Berardinis, per tornare ad invocare l'aumento di salari e pensioni, il salario minimo di 10 euro l’ora, il blocco degli aumenti sulle bollette, prezzi calmierati sui generi alimentari di prima necessità, una nuova scala mobile.
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