I sindaci azzerano (o quasi) le spese di rappresentanza

7 Novembre 2015

Brucchi e Mastromauro pagano viaggi, cene e regali tutti di tasca propria mentre Pavone a Roseto ha un budget complessivo di quattromila euro l’anno

TERAMO. Quanto spendono per rappresentanza i nostri sindaci? Niente o quasi, se stiamo ai primi cittadini delle tre maggiori città della provincia.

Nel bilancio del Comune di Teramo alla voce "spese di rappresentanza" c'è scritto "zero". Da qualche anno, per effetto della spending review che ha imposto tagli e drastiche cure dimagranti alle uscite non essenziali, il sindaco Maurizio Brucchi non dispone di un budget destinato a rimborsi, cene istituzionali o omaggi a eventuali ospiti. «Se offro un caffé a qualcuno che viene in visita in municipio», spiega il primo cittadino, «lo pago di tasca mia». L'unica auto istituzionale è una Lancia Delta a disposizione di funzionari, dirigenti e amministratori. «Quando mi sposto», sottolinea Brucchi, «utilizzo la mia Smart». Brucchi tiene a precisare che il suo stipendio da sindaco è molto più basso di quello dei colleghi degli altri tre capoluoghi abruzzesi e con quei soldi paga anche i doni ai personaggi che arrivano in Comune per motivi istituzionali. Nelle grandi occasioni vengono regalati oggetti acquistati dalle amministrazioni precedenti e recuperati nei magazzini. Per il resto Brucchi si arrangia con i cataloghi delle mostre organizzate negli ultimi anni, di cui le copie abbondano in municipio.

GIULIANOVA. Il sindaco Francesco Mastromauro ha eliminato, fin dal suo primo mandato, le spese di rappresentanza. Niente auto blu, dunque, e, in caso di ospiti istituzionali in visita alla città, a pagare vitto e alloggio ci pensa il sindaco stesso. «In questo siamo all’avanguardia», commenta Mastromauro, «già dal mio primo mandato, infatti, quasi sette anni fa, ho fatto eliminare tutte le spese di rappresentanza. Io vado con la mia macchina, pago la benzina. Nel bilancio è stato eliminato l’intero capitolo». Il primo cittadino giuliese ricorda che quando si è tenuto un convegno al Kursaal in cui è intervenuto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini «tutti i relatori, tra cui Legnini, sono stati invitati a cena, pagata poi di tasca mia. L’ospitalità è sacra nella città di Giulianova, ma è a spese del sindaco».

ROSETO. A Roseto le spese di rappresentanza del sindaco e il suo staff hanno subìto un drastico ridimensionamento (circa l’80 per cento) come prevede la normativa vigente in materia. Attualmente la disponibilità del primo cittadino rosetano per cene, rinfreschi, pernottamenti o gadget si aggira intorno ai 2.500 euro. A questi vanno aggiunti altri 1.500 euro circa per i viaggi di rappresentanza con l’auto blu (una Bmw) di proprietà dell’ente. Praticamente cancellati i viaggi all’estero in aereo, se non quelli offerti da enti pubblici o società private quando invitano il sindaco e i suoi collaboratori a iniziative fuori dai confini nazionali. (g.d.m.-m.t.-f.ce.)

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