I sindaci esclusi dagli aiuti non mollano

Inutili le rassicurazioni di Lolli, sei Comuni avviano l’azione legale contro la Regione: «Vogliamo entrare nella V area»
TERAMO. I sindaci dei comuni di Campli, Civitella del Tronto, Torricella Sicura, Colledara, Tossicia, Fano Adriano e Pietracamela esclusi dalla “V area interna” tornano all’attacco contro la Regione Abruzzo. Un botta e risposta all’indomani della replica alla loro protesta da parte del vice presidente della giunta regionale e assessore alla ricostruzione Giovanni Lolli. I primi cittadini hanno deciso di agire per vie legali chiedendo alla Regione la revoca in autotutela della delibera 613 con la quale è stata istituita, secondo il “decreto Barca”, la “V area interna Alto Aterno - Gran Sasso - Laga” nella quale sono stati inseriti i comuni di Valle Castellana, Rocca Santa Maria, Cortino, Crognaleto e Montorio al Vomano (tutti inseriti anche nel cratere sismico) che riceveranno benefici dai fondi europei 2014/2020.
«Porteremo avanti una battaglia molto dura contro questa decisione», affermano i sindaci, «la Regione, nel partorire in sordina la delibera 613 della quale chiediamo la revoca, ha usato criteri a noi sconosciuti che vorremmo ci fossero spiegati. Riteniamo che la 613 è proceduralmente illegittima in quanto non siamo stati coinvolti nel procedimento amministrativo di formazione ed essa non ha rispettato i requisiti indicati dal decreto Barca per la delineazione di un’area interna: requisiti che non si riferiscono ai danni del sisma, ma ai disagi di un territorio. Inoltre sul limite dei 15mila abitanti nella definizione di un’area, come spiegato da Lolli, chiediamo su quale criterio hanno stabilito quale comune doveva rientrare e quale no».
Tutti i sindaci sono allineati per portare avanti la loro protesta perché ritengono che rientrare nella V area sia, come ha spiegato il sindaco di Colledara Manuele Tiberii, «un processo importante per il territorio montano e pedemontano». «Noi siamo comuni periferici e nei parametri rientriamo perfettamente nel decreto Barca», sostengono i sindaci Michele Petraccia di Pietracamela e Adolfo Moriconi di Fano Adriano e, come ha aggiunto il sindaco di Tossicia Franco Tarquini, «abbiamo diritto prima di altri che ricadono nella cosiddetta "area di cintura" e che sono stati inseriti a rientrare nella V area». C'è chi polemizza sulle misure per il sisma. «Ci lamentiamo di non essere rientrati nella V area, ma anche nella lista dei comuni per i quali verranno approntate “misure di supporto aggiuntivo regionale” per il superamento delle difficoltà intervenute con il sisma"», ha dichiarato Federico Agostinelli, assessore al bilancio del Comune di Campli.
E il sindaco di Torricella Daniele Palumbi protesta anche per l'esclusione dal cratere sismico. «Il decreto è stato emanato sui danni subiti e sul rilancio delle attività produttive», ha concluso Palumbi, «ma noi ci troviamo al 47% dei sopralluoghi con già 106 inagibilità e oltre cento sfollati. Chiedo perchè Torricella confinando con tre dei comuni rientrati nel cratere non è stata inserita pur aver riportato danni ingenti nel sisma e avendo una zona industriale e artigianale con tutte le caratteristiche richieste».
Adele Di Feliciantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

