I terremotati di Colleatterrato: «Nei programmi non esistiamo»

4 Maggio 2023

Gli sfollati del quartiere accusano gli aspiranti sindaci di ignorare la ricostruzione delle case popolari «Nessuno, a cominciare dall’amministrazione uscente, chiede conto all’Ater dei ritardi accumulati»

TERAMO. Una lettera aperta durissima, che non risparmia nessuno: né l'amministrazione uscente né i candidati sindaci né gli aspiranti consiglieri comunali. A tuonare contro chi «ha dimenticato che Teramo è una città terremotata» sono gli sfollati di Colleatterrato, indignati per la mancata ricostruzione residenziale pubblica, per lo stato di abbandono nel quale versa il quartiere più di tutti ferito dal sisma, e per il silenzio sulla questione che coinvolge centinaia di famiglie da sette anni fuori dalle proprie case.
La lettera, a firma della rappresentante degli sfollati Anna Di Ottavio, ex presidente del comitato di quartiere di Colleatterrato Basso, sottolinea come nei programmi dei candidati a sindaco non vi sia alcun riferimento alla ricostruzione dell’edilizia popolare: «I candidati parlano di rigenerazione, di voler creare bellezza, ma come si possono perseguire tali obiettivi se vengono ignorati i diritti e le aspettative di questi cittadini, considerati di serie B, e la parte ferita della città?», recita la lettera che accusa l'amministrazione uscente di aver ignorato la problematica e non aver chiesto conto all'Ater delle «scelte e dei ritardi accumulati». La missiva ricorda come l'Ater abbia l'onere della ricostruzione e «la proprietà dei cosiddetti invenduti, alloggi nei quali sono ospitati gli sgomberati in condizioni di massimo disagio». All'amministrazione uscente, inoltre, si imputano disagi legati alla gestione del contributo di autonoma sistemazione e della piattaforma digitale per presentare le domande «anche se si è apprezzata la decisione di “creare” un ufficio di aiuto per la sua compilazione», e il mancato coinvolgimento dei terremotati nel tavolo di lavoro «mai convocato». Critiche vengono fatte a chi, fra gli amministratori uscenti, solo di recente avrebbe fatto sentire la propria voce verso l'Ater e la problematica di Colleatterrato: interventi, si legge nella lettera, «strumentali» in vista delle elezioni.
Gli sfollati, nel loro sfogo, invitano i teramani a «inondare i seggi elettorali di schede bianche nella finalità di indurre il sindaco eletto a riconsiderare tra le sue priorità la ricostruzione che passa attraverso quella serie di domande da porre all’Ater, le cui risposte, al di là della propaganda, non sono mai state date». I terremotati vorrebbero dall'Ater risposte circa «la scelta di privilegiare la ricostruzione al di fuori del comune di Teramo, la decisione di privilegiare la demolizione di edifici precedentemente classificati B, diventati E nel quinquennio successivo in assenza di altri eventi sismici, la volontà di negare ogni forma di comunicazione ai proprietari di alloggi dei condomini misti, disattendendo le ordinanze commissariali e le tempistiche da esse previste».
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