I tre sindaci della zona rossa «Cittadini, ora collaborate»

4 Marzo 2021

Divieti a Roseto, Pineto e Silvi: Di Girolamo, Scordella e Verrocchio non contestano e fanno appello alla popolazione: «Servono senso di responsabilità e rispetto delle regole» 

TERAMO. Il nemico è alle porte, ancora una volta al confine sud della provincia. Così, quasi un anno dopo la Val Fino, nel Teramano torna una zona rossa: da oggi sono in vigore ulteriori restrizioni nei comuni di Roseto, Pineto e Silvi. I tre sindaci si allineano senza fare polemiche alla decisione della Regione.
DI GIROLAMO. Il primo cittadino rosetano Sabatino Di Girolamo si aspettava il provvedimento. «I dati sono allarmanti», dice, «ero stato io già venerdì scorso a segnalare alla Regione la necessità di chiudere le scuole perché notavo un aumento dei contagi. È un provvedimento necessario, nella speranza che i contagi possano diminuire». Il primo cittadino precisa che, nelle ultime settimane, si sono registrati molti più contagi tra i giovani. «Paghiamo le imprudenze nei fine settimana», aggiunge, «e l’aumento delle positività nelle scuole. Mi spiace ma la zona rossa era necessaria per cercare di invertire la tendenza». Il sindaco infine invita i cittadini a rispettare le restrizioni. «È un momento di sacrificio per tutti noi e per le attività commerciali», conclude Di Girolamo, «sarà dura ma dobbiamo rispettare le regole per uscire al più presto da questa situazione».
SCORDELLA. Il primo cittadino di Silvi Andrea Scordella è meno convinto del collega e dice: «Non conosco ancora le motivazioni ufficiali che hanno determinato una tale decisione. Non avendo avuto notizia di un particolare incremento dei casi di contagio nella nostra città, ritengo si tratti di una misura precauzionale suggerita dalle autorità sanitarie per il fatto che siamo al confine con l’area metropolitana Pescara/Chieti, fortemente interessata da un preoccupante aumento della diffusione del coronavirus nelle sue diverse varianti». Il sindaco infine evidenzia come il decreto Draghi entrerà in vigore sabato 6 marzo, sicché fino a domani la scuola dell’infanzia e i parrucchieri resteranno aperti. Scordella ha lanciato un appello alla collaborazione e al senso di responsabilità della cittadinanza. Martedì scorso il sindaco con il consueto aggiornamento segnalava un totale di 125 contagiati in città.
VERROCCHIO. Il sindaco di Pineto Robert Verrocchio commenta così su Facebook la decisione del presidente Marsilio: «Cari concittadini, i tre comuni erano stati sottoposti, nei giorni scorsi, a un monitoraggio intensivo per verificare l’espansione del contagio. Ovviamente la nostra vicinanza territoriale all’area metropolitana pescarese, che da qualche settimana sta facendo registrare un aumento di contagi, è una delle ragioni che anche in via cautelativa rendono necessario questo provvedimento e che ci impongono di avere ancora di più senso di responsabilità e di rispettare le regole con rigore e attenzione. Rimangono per due giorni aperte le scuole dell’infanzia». A Pineto martedì si registravano ben 162 positivi, due dei quali ricoverati in ospedale. I minorenni positivi erano 38, 23 dei quali frequentanti le scuole pinetesi».
D’ALBERTO. Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto definisce l’istituzione della zona rossa sulla costa sud «un segnale preoccupante, legato soprattutto alla diffusione delle varianti». E aggiunge: «Chiederò come presidente Anci che queste zone rosse si raccordino con il nuovo decreto di Draghi, ci sono aspetti non irrilevanti come le scuole. Nella zona rossa di Conte, su cui si basa l’ordinanza regionale, sono aperte le scuole fino alla prima media, nel Dpcm Draghi sono chiuse le scuole di ogni ordine e grado. Quindi fino a sabato saranno aperte, nelle zone rosse, le scuole dell'infanzia così come i parrucchieri. L'invito istituzionale è raccordare questa fase di transizione».
I RICOVERI. Ieri pomeriggio i ricoveri per Covid in provincia sono risaliti di pochissimo, dai 159 di due giorni fa a 162 (sei in Terapia intensiva). Nessun deceduto. Il reparto di Rianimazione Covid dell’ospedale Mazzini è pronto a riaprire per accogliere i malati più gravi, ma fino a ieri non è stato necessario. A giorni saranno disponibili anche i nuovi 21 posti di terapia sub intensiva.
(Hanno collaborato
Luca Venanzi
e Domenico Forcella)
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