I vertici Team: «Ridotti anche i nostri stipendi»

23 Aprile 2015

Il presidente Bozzelli e l’amministratore delegato Ranalli sono comparsi davanti alla commissione comunale garanzia dopo il taglio dei dipendenti

TERAMO. Team, la parola d’ordine è: sacrifici per tutti. A fronte degli esuberi e dell’apertura della mobilità a discapito di 46 lavoratori quali iniziative sono state prese nei riguardi dei dirigenti e del resto dell’apparato Team? E’ in sintesi la richiesta corale formulata, con sfaccettature politiche diverse, nel corso della commissione comunale di controllo e garanzia che ha visto per la prima volta la presenza dei vertici Team: il presidente Pietro Bozzelli e l’amministratore delegato Luca Ranalli.

I due hanno intanto chiarito che le rispettive indennità sono state decurtate nei primi mesi del 2015 del 10% e corrispondono a 45mila euro all’anno lordi, mentre per il consigliere Anna Di Russo l’indennità è di 8mila euro annui. «E’ chiaro che la presenza dei tanti dipendenti al confronto con i sindacati ieri è un chiaro segnale di presa di coscienza che uno sforzo va fatto da tutti», ha detto Ranalli in risposta alle sollecitazioni di Dodo Di Sabatino, Gianguido D’Alberto e Guido Campana. «Come cda l’impegno è quello di far presente che se ognuno sacrifica qualcosa, possiamo salvare tutto, e anche i dirigenti lo hanno compreso dimostrandosi disponibili a riduzioni in tal senso». La commissione, convocata in realtà sugli esuberi, e per i quali il cda non ha escluso altre misure come i contratti di solidarietà, è stata colta anche come occasione per spaziare sulle grandi polemiche che hanno acceso le diatribe politiche come le irregolarità contrattuali, costi delle consulenze e organigramma. Ranalli, sollecitato dal consigliere Cristina Marroni, ha chiarito il motivo per cui la Team ha lavorato in assenza di una convenzione che disciplinasse il servizio e i rapporti con il Comune. «E’ stato frutto», ha spiegato, «dei provvedimenti restrittivi che interessarono all’epoca il socio privato raggiunto da un’interdittiva antimafia. Dunque la convenzione non ha potuto formalmente perfezionarsi». I vertici Team hanno spiegato che il servizio di igiene urbana andava garantito per cui il rapporto tra Comune e Team è andato avanti con questa finalità.

Ancora un capitolo è stato dedicato alle consulenze, inammissibili, per la minoranza, a fronte delle tante professionalità interne all’azienda. «Legali, tecnici della sicurezza, ingegneri ci hanno messo in condizioni di ottenere certificazioni importanti ai fini dell’aggiudicazione delle commesse e ci hanno blindato da contestazioni al termine dei controlli ispettivi della finanza. Abbiamo risparmiato 160 mila euro grazie a consulenze che complessivamente ci sono costate 200 mila euro all’anno. Una cifra marginale» per Ranalli «a fronte di un’azienda che fattura 20 milioni di euro».

Marianna De Troia

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