I vongolari al prefetto: ci aiuti a salvare la nostra categoria

Il consorzio e l’organizzazione dei produttori chiedono la cassa integrazione per il settore pesca Squeo: «Non ci viene riconosciuto nulla, siamo pronti a scendere in strada per farci sentire»
GIULIANOVA. I vongolari chiedono aiuto al prefetto e sollecitano interventi urgente per una categoria che, dicono, rischia di scomparire. Il Cogevo Abruzzo e l’organizzazione dei produttori vongole della costa teramana hanno deciso di rivolgersi al prefetto Graziella Maria Palma Patrizi. I rappresentanti Giovanni Di Mattia e Vespasiano Corsi, inseriscono al primo posto delle loro difficoltà la circostanza di dover convivere con una qualità delle acque costiere, nel comparto che si estende da Martinsicuro a Pescara, spesso poco idonea alla riproduzione delle vongole.
Nel documento non manca il riferimento all’interdizione alla pesca nel tratto di mare dell’area marina protetta del Cerrano di cui le due associazioni chiedono una rivisitazione normativa. Altro punto di discussione è il ripascimento morbido di diversi punti del litorale teramano con prelievi di sabbia proprio in quei fondali che fanno da riserva dei molluschi. Il sostegno al reddito per i soci lavoratori è l’ulteriore punto posto all’attenzione del prefetto al fine di giungere, sulla scorta del fermo volontario della pesca in corso da quattro mesi, alla cassa integrazione in deroga per il settore della pesca. Le due organizzazioni hanno chiesto al prefetto un incontro urgente. Nel frattempo, in collaborazione con l’istituto Zooprofilattico , il Cogevo ha distribuito sui fondali antistanti la costa teramana circa tre tonnellate di vongole giovani. L’obiettivo è quello di una efficace e rapida riproduzione. Sarà lo stesso istituto di riferimento a monitorare l’esito dell’iniziativa e ad indicare il periodo migliore per la ripresa dell’attività di pesca. Sulla crisi in atto, oltre a Giovanni Di Mattia, è intervenuto anche Walter Squeo, storico rappresentante della categoria all’interno di Federpesca: «Ormai lo stato di agitazione del settore è chiaro. La nostra buona volontà dimostrata con il fermo volontario non è stata presa in considerazione dalle autorità. Non ci viene riconosciuto nulla di nulla e non si comprende il motivo di ciò. I pescatori sono stufi e scenderanno in piazza per far sentire la loro voce». Intanto, dalla banchina del porto si sta diffondendo la voce secondo cui le vongolare non torneranno in mare a breve termine. La data più probabile potrebbe essere quella di maggio 2017. Indubbiamente, per le numerose famiglie che ricevono sostegno dalla pesca alle vongole questo non è sicuramente un bel periodo. Ora l’attesa è concentrata sull’esito dell’incontro che i marittimi hanno chiesto al prefetto e che, molto probabilmente, potrebbe essere convocato già prima delle festività natalizie.
Alfonso Aloisi
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