Il Babila al contrattacco «È una persecuzione»

18 Giugno 2015

Per De Remigis, il titolare del risto-bar minacciato di chiusura dal Comune, la pedana contestata ha tutte le autorizzazioni. E annuncia un esposto in procura

TERAMO. «Accanimento personale». Adriano De Remigis non trova altra spiegazione per l'ennesima sanzione comminata dal Comune al suo locale. L'amministrazione, con un'ordinanza firmata dal sindaco Maurizio Brucchi e dal dirigente del settore commercio del Comune Fulvio Cupaiolo, ha giudicato irregolare la pedana esterna al "Babila", bar-ristorante aperto da poco più di tre mesi in via Michitelli, la traversa di corso San Giorgio che costeggia la sede centrale della Tercas. Il provvedimento, oltre a una multa di circa 600 euro, impone al titolare del locale di rimuovere la struttura entro una settimana. Se l'obbligo non verrà rispettato, il "Babila" subirà la chiusura forzata per cinque giorni e in caso di ulteriore inadempienza scatterà la denuncia alla procura della Repubblica nei confronti di De Remigis.

Il proprietario del bar-ristorante ieri mattina non aveva ancora ricevuto l'atto sanzionatorio. «L'ho visto sul giornale», afferma, «e già questo mi sembra scorretto e assurdo». Secondo il Comune, la pedana installata a fine maggio davanti locale occupa più spazio del consentito e gli ombrelli sono stati fissati a terra con perni bullonati che hanno perforato la superficie stradale. La struttura, insomma, risulterebbe abusiva e non in linea con le prescrizioni dettate dal regolamento sui dehors adottato dall'amministrazione. De Remigis rimanda a dopo la lettura dell'ordinanza una risposta nel merito delle contestazioni mosse, ma di una cosa di dice certo. «La pedana ha tutte le autorizzazioni richieste», tiene a precisare, «ed è stata installata come indicato nel progetto».

Dal suo punto di vista, dunque, il provvedimento firmato da Brucchi e Cupaiolo nasce da intenti persecutori che sarebbero confermati anche dalle precedenti sanzioni a cui il "Babila" è stato sottoposto dal giorno dell'inaugurazione a inizio marzo. «Sono pronto a chiudere», contrattacca De Remigis, «ma vedremo chi è in regola». Il titolare del bar-ristorante, infatti, annuncia la presentazione di un esposto in procura per denunciare il presunto accanimento nei suoi confronti da parte dell'amministrazione.

Sulla questione interviene anche il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto secondo cui il caso del "Babila" è tutt'altro che isolato. «I problemi con la gestione dei dehors sono all'ordine del giorno», osserva, «e ormai si susseguono con una frequenza patologica». L'orgine di questa situazione, secondo lui, risiede nel regolamento approvato dall'amministrazione. «Si è rivelato un atto caotico, inapplicabile e inattuato», sottolinea, «come è evidente per la parte relativa ai piani d'ambito per il centro storico mai effettivamente realizzati».

Il regolamento, fa notare D'Alberto, è stato approvato senza la previsione di una fase transitoria di applicazione né condividendone i contenuti con gli operatori del settore, per cui i risultati sono stati disastrosi. «Abbiamo chiesto più volte la revisione del provvedimento», conclude il capogruppo del Pd, «ma finora l'amministrazione, oltre ad approvare in consiglio due giorni prima delle elezioni una delibera d'indirizzo rimasta inattuata, finora si è limitata a gestire singoli casi, concedendo proroghe e deroghe con atti di giunta illegittimi».

Gennaro Della Monica

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