Il Borsacchio si ribella: non siamo un dormitorio

Roseto, i residenti del quartiere hanno raccolto 380 firme da inviare al Comune «Qui mancano servizi pubblici, subito un impianto sportivo e un parco giochi»
ROSETO. Trecentottanta firme, fino a questo momento, per far rivivere il quartiere Borsacchio. Un gruppo di cittadini residente in quella zona ha costituito un nuovo comitato promotore con lo scopo di chiedere al Comune di Roseto, attraverso la raccolta delle firme, l’avvio di una serie di iniziative a favore del quartiere Borsacchio che si ritiene da anni abbandonato dalle autorità comunali. «I cittadini del Borsacchio sono stanchi di vivere in un quartiere senza servizi», dice Mario Bucci, presidente del comitato, «Questa zona è sempre stata considerata un “dormitorio” da tutte le amministrazioni. Non ci sono servizi pubblici e mancano i servizi privati».
Alessandro Massacesi, altro componente del comitato, evidenzia nel dettaglio le mancanze del quartiere. «E’ evidente che nel quartiere è stato costruito tantissimo e non è stato pensato un piano per la vivibilità e la socialità», continua Massacesi, «l’esempio più eclatante è che il Comune è proprietario di due aree nella zona, attualmente abbandonate, che non sono mai state valorizzate. Noi chiediamo che siano realizzate due iniziative importanti per ravvivare il quartiere e per aprire dei luoghi di socialità e dei centri di aggregazione. La prima cosa che chiediamo è quella di realizzare un’area sportiva dove i giovani possano incontrarsi. Nella seconda area di proprietà del Comune chiediamo sia realizzato un parco pubblico attrezzato di giochi per bambini, un luogo verde e aperto che faccia dimenticare il cemento gettato qui attorno. Servono anche servizi minimi per i cittadini, bisogna pensare ad un’area commerciale che sia costruita in modo sostenibile e non impatti con la nascente oasi naturalistica, che confina proprio con questo quartiere».
Luca Venanzi
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