«Il capocantoniere è un impiegato modello»

13 Settembre 2018

Dipendente Anas accusato di concussione: in aula parlano i testimoni citati dalla difesa

TERAMO. Sfilano i testi della difesa e descrivono «un impiegato modello». Nel processo, ormai alle battute finali, che vede imputato per concussione il 59enne capocantoniere sorvegliante dell’Anas Giovanni Di Luca, in aula parlano imprenditori, ex amministratori pubblici e dirigenti dell’Anas (che non si è costituita parte civile).
Dice l’attuale caponucleo dell’ente Marcello Lupisella: «E’ sempre stato un impiegato modello e nessuno ha mai riferito di comportamenti irregolari. Nei giorni dell’emergenza maltempo se non avessi avuto sul campo persone come lui avrei chiuso tratti di strada. Solo la sua presenza continua anche dopo molte ore ha consentito di poter garantire la viabilità nonostante le criticità atmosferiche del momento. E questo senza percepire straordinari o altro, solo per spirito di servizio».
Tra i testi citati a difesa dell’uomo anche Mario Cozzi, ex assessore all’urbanistica al Comune di Teramo, sentito proprio in questa veste. Così ha riferito in aula rispondendo alle domande dei difensori: «Come amministratore mi sono rapportato con lui per questioni riguardanti il tratto di statale 80 che attraversa il nostro territorio. Ho sempre trovato una persona solerte nella soluzione dei problemi e comprensivo delle esigenze dei cittadini . Successivamente a lui non ho trovato la stessa solerzia nelle persone che hanno preso il suo posto».
Secondo le accuse messe insieme dal pm Luca Sciarretta il cantoniere sorvegliante, in qualità di incaricato di pubblico servizio, si sarebbe fatto consegnare dei soldi da alcuni imprenditori che avevano chiesto dei permessi all’Anas per accessi o installazione di insegne sul tratto teramano dell’Adriatica per cui l’uomo era competente. Un sistema, sostiene l’accusa, conosciuto da tantissimi ma denunciato solo da uno: quell’imprenditore che prima è andato alla tenenza della guardia di finanza di Nereto per raccontare e poi si è presentato microfonato all’incontro per la consegna di una tangente da 500 euro, incontro che è stato filmato e che è diventato uno dei principali atti d’accusa. Di Luca (difeso dagli avvocati Giannicola Scarciolla e Stefano Franchi), ha sempre respinto ogni accusa. Si torna in aula tra qualche giorno per l’audizione degli ultimi testi della difesa e per la discussione davanti al collegio presieduto da Sergio Umbriano. (d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.