Il Carnevale morto scherza su sisma e fuga verso il mare

2 Marzo 2017

MONTORIO. Con il carro funebre preceduto dalle maschere in cartapesta si è aperto il Carnevale morto, antica tradizione montoriese nata sul finire degli anni Venti per opera di un gruppo di giovani...

MONTORIO. Con il carro funebre preceduto dalle maschere in cartapesta si è aperto il Carnevale morto, antica tradizione montoriese nata sul finire degli anni Venti per opera di un gruppo di giovani insofferenti al fascismo che si rinnova ogni anno il mercoledì delle Ceneri. Un funerale annunciato da veri e propri manifesti funebri con la dicitura “Non fiori ma frutta e verdura”, ha visto in scena il povero compianto Carnevale, interpretato da Roberto Marcozzi, in una bara vera e propria con tanto di lussuosa tappezzeria. Accanto Luigi Falconi nei panni della vedova Addolorata, la figlia di Carnevale interpretata dalla memoria storica del Carnevale morto Serafino Di Donatantonio e la comare Nunziatin (Luigi Marietti). Allo scoccare delle ore 20, la camera ardente allestita nella piazzetta antistante il vecchio lavatoio di via dei Mulini è stata aperta dai figuranti e dalle maschere in lutto. Il feretro, dopo essere stato ripetutamente incensato dal sagrestano, è partito alla volta di piazza Orsini, accompagnato come vuole la tradizione dall'allegra musica della Banda di Montorio, intervallata dalle “diasille”, litanie rivisitate in forma scherzosa e goliardica, condotte dal finto arciprete Vincenzo Macedone (direttore artistico della manifestazione). Sul palco di una piazza gremita si è tenuta l'omelia dei funerali tenuta dall'arciprete, che ha ironizzato sulla paura del terremoto, l'abbondante nevicata di questo inizio anno e la fuga verso il mare di non pochi montoriesi. (c.d.l.)

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