Il Cirsu è pronto ad accogliere i rifiuti di tutta la provincia

Riavviato dopo cinque anni e una spesa di sei milioni l’impianto tecnologico di Grasciano: tratterà diversi tipi di scarti e si propone all’intero Abruzzo. Riassorbito il 70% degli operai ex Sogesa
NOTARESCO. Sono stati ufficialmente attivati ieri, alla presenza dei sindaci dei Comuni aderenti al consorzio Cirsu (Giulianova, Roseto, Bellante, Notaresco, Mosciano e Morro d’Oro) e al presidente Angelo Di Matteo, i nuovi impianti del polo tecnologico di Grasciano, che accoglierà i rifiuti provenienti da tutta la provincia di Teramo – non a caso era presente il primo cittadino del capoluogo Maurizio Brucchi – ma che ha anche l’ambizione di diventare un punto di riferimento per tutta la regione Abruzzo. È stato l’assessore regionale all’ambiente Mario Mazzocca, accompagnato dal consigliere Luciano Monticelli, a far partire materialmente l’impianto nel capannone nuovo di zecca, dopo cinque anni di inattività. I lavori di “revamping” delle linee di riciclaggio e compostaggio sono costati oltre 6 milioni di euro, lavori che però hanno consentito al polo di Grasciano di diventare, come lo ha definito Cirsu stesso, una “fabbrica di materiali” che consentirà di differenziare sempre più e sempre meglio i rifiuti.
«Dopo tanto lavoro e grazie alla collaborazione dei Comuni soci e del Consorzio stabile ambiente, diretto da Francesca Siciliani», ha esordito il presidente Cirsu Di Matteo, «la crisi si può dire superata e oggi il polo impiantistico, pensato per raggiungere l’eccellenza nel riciclaggio dei rifiuti e per abbassare le tariffe ai cittadini, ha finalmente riaperto». Il presidente, ricordando anche i contenziosi ancora in essere (la curatela fallimentare della Sogesa, infatti, ha definito inammissibile l’acquisizione da parte di Cirsu del proprio ex braccio operativo, avvenuta nel 2011, e ha chiesto che il consorzio dei rifiuti risarcisca la stessa Sogesa con più di 9 milioni di euro), ha tenuto a ringraziare i Comuni che hanno creduto nelle potenzialità del Cirsu. «Circa 30 anni fa», ha continuato Di Matteo, «si dava vita, con la costituzione del consorzio tra i sei Comuni, a un’idea di polo impiantistico per il recupero dei rifiuti che, in sé, aveva il germe di quello che oggi è uno degli obiettivi della Comunità europea ed è in linea con le valutazioni di carattere energetico-ambientale tracciate dalla Regione Abruzzo. Oggi, i rifiuti dell’intera provincia di Teramo e anche di territori limitrofi possono essere trattati completamente e in sicurezza. Stiamo consegnando questo polo a una nuova era».
Non sono mancati gli interventi polemici, soprattutto da parte del sindaco di Notaresco, Diego Di Bonaventura. «Oggi», ha commentato, «non c’è più il percolato che veniva scaricato nei nostri fiumi perché ci sono moltissimi controlli. Tuttavia, da più di quattro anni il Comune di Notaresco aspetta il cosiddetto “eco ristoro”, l’indennizzo promesso per la parte di collina sacrificata per accogliere le attività Cirsu. Siamo contenti anche che gli ex operai Sogesa, che mi auguro siano reintegrati tutti, non abbiano creato disagi».
A proposito degli operai, Di Matteo ha confermato che il reintegro delle maestranze arriverà al 70% e che verrà riassorbita la metà degli operai oggi in attesa. Un saluto particolare il presidente Cirsu, insieme al sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, lo ha rivolto al dirigente regionale del settore rifiuti Franco Gerardini, presente all’inaugurazione, che trent’anni fa, da sindaco di Giulianova, ebbe per primo l’intuizione di costituire un polo per lo smaltimento dei rifiuti. L’impianto potrà accogliere 100mila tonnellate annue di trattamento rifiuti urbani indifferenziati con recupero di plastica e metalli e produzione di combustibile dal rifiuto solido secondario; 50mila tonnellate l’anno di compostaggio aerobico; 30mila di trattamento e valorizzazione del rifiuto secco. Oltre a ciò si aggiungeranno entro l’estate 480mila metri cubi di volumi nella nuova discarica per i rifiuti non pericolosi e 20mila tonnellate annue di trattamento di rifiuti da apparecchiature elettriche.
Margherita Totaro
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