Il Città di Teramo frena Pomante: «Non abbiamo giocato da squadra»

3 Ottobre 2022

Il tecnico chiede di più ai suoi e boccia l’esperimento del 4-2-3-1 In tribuna D’Egidio, Rastelli: «Sta riflettendo sulla nostra offerta»

MONTORIO AL VOMANO. Il Città di Teramo deve attendere ancora per festeggiare la prima vittoria interna. Ieri, nella terza giornata del girone B di Promozione, i biancorossi sono stati bloccati sull'1-1 dal Mutignano e hanno visto allontanarsi di quattro lunghezze la vetta della classifica (occupata, a quota 9, dalla Turris Val Pescara). La squadra di Marco Pomante non ha ripetuto la prestazione della settimana precedente con il Villa Mattoni, ma anche la sfortuna (una traversa e due pali colpiti nel primo tempo) ha condizionato l'esito dell'incontro.
Al Pigliacelli di Montorio, anche stavolta, c'è stato un grande tifo da parte dei sostenitori biancorossi (stadio esaurito, oltre 800 i presenti), sistemati sia in tribuna che nel settore di curva occupato dagli ultrà. Non è passata inosservata, in tribuna, la presenza di Stefano D'Egidio. L'esterno d'attacco teramano, svincolato dal Taranto, si è seduto al fianco del presidente Eddy Rastelli ed è andato via poco prima dell'intervallo. Nei prossimi giorni D'Egidio darà una risposta all'offerta avanzata dal Città di Teramo.
Nell'analizzare l'1-1 di ieri il tecnico Marco Pomante, che ha iniziato la gara con la novità del modulo 4-2-3-1, ha dichiarato: «È la dimostrazione che in questo campionato nulla sarà facile. Il Mutignano, al di là della classifica, è una squadra forte ed è stato costruito per fare bene. Noi non abbiamo fatto una partita da squadra. Non eravamo cattivi nei contrasti. Nel secondo tempo, in particolare, abbiamo commesso l'errore di pensare di risolvere la gara singolarmente e questo non lo dobbiamo fare. Ci siamo svegliati dopo il loro vantaggio e siamo stati bravi a pareggiare subito. Quando acceleriamo un po' e giochiamo da squadra creiamo sempre occasioni da gol. Il pareggio non ci può stare bene», ha aggiunto l'allenatore biancorosso, «perché in casa dobbiamo vincere, considerando quelle che sono le nostre ambizioni. Con un altro atteggiamento potevamo centrare i tre punti, ci dispiace per i tifosi non esserci riusciti. Il cambio di modulo? Il 4-2-3-1 non ha dato le risposte che cercavo, quando siamo tornati al 4-3-1-2 la squadra ha giocato meglio».
Il presidente Eddy Rastelli, invece, ha detto: «Non è un passo indietro. Sapevamo che in queste prime giornate avremmo pagato lo scotto di una preparazione ritardata. Dobbiamo guardare avanti e pensare ancora di più a fare gruppo e allenarci bene. D'Egidio ? È nei nostri sogni, parliamo di un giocatore di grande valore. Lui sta riflettendo e vedremo cosa deciderà».
C'è soddisfazione, in casa del Mutignano, per il primo punto di questo campionato. «È stata una gara equilibrata», ha dichiarato il tecnico Marco Cavicchia, «volevamo muovere la classifica dopo le due sconfitte e ce la siamo giocata senza paura. Nei minuti finali avremmo potuto anche vincerla, ma va bene così". Una curiosità: Mattia Rachini, autore del momentaneo 0-1, ha segnato davanti al padre Paolo, ex giocatore di Pescara e Salernitana, presente ieri in tribuna insieme ad altri allenatori e addetti ai lavori.
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