Il Cives sulla guerra tra volontari «Niente sede al gruppo di Mosciano»

27 Aprile 2016

L’associazione di protezione civile teramana chiede al sindaco di sospendere il provvedimento Il presidente D’Ubaldo: «Forse è stato tutto un equivoco, ma ora si deve tornare indietro»

TERAMO. Il Cives, che da anni svolge attività di protezione civile a Teramo, chiede la sospensione dell'atto con cui il Comune ha da poco concesso un locale ad uso gratuito al Parco della Scienza ai volontari della Gran Sasso D'Italia, associazione “concorrente” con sede a Mosciano Sant’Angelo, in cambio di opere di manutenzione della struttura. «Il sindaco Maurizio Brucchi ha detto di non sapere che l'associazione che aveva fatto la richiesta per i locali al Parco della Scienza svolgesse attività di protezione civile. Era a conoscenza solo del fatto che fosse un'associazione di volontariato, ma senza sapere in che campo operasse», ha detto il presidente del Cives Mauro D’Ubaldo, che lunedì ha parlato direttamente con il primo cittadino, «forse c’è stata una superficialità da parte degli uffici comunali, che non hanno richiesto lo statuto dell'associazione. Adesso, però, appurati questi fatti, il primo cittadino non deve far altro che sospendere quell’atto concessorio e far svolgere agli uffici gli accertamenti dovuti per vedere chi ha fatto la richiesta e per quali fini».

Altro aspetto del dibattito sarebbe anche lo sconfinamento nel territorio comunale teramano, dove già da tempo è attivo il Cives. «Se la Gran Sasso, con cui avevamo un ottimo rapporto operativo e di amicizia, avesse perseguito l'idea di aprire una sede a Teramo, avremmo risolto la questione tra noi associazioni, con l’intervento, al limite, del Centro servizi del volontariato», ha aggiunto D'Ubaldo. Per dirimere la polemica e velocizzarne la risoluzione, a supporto della Cives è scesa in campo anche l’associazione Teramo Vivi Città, il cui presidente, Marcello Olivieri, non esclude un ricorso alle vie legali nel caso in cui non si faccia chiarezza nella vicenda. «Non abbiamo nulla contro la nuova associazione di volontariato, anzi, i volontari sono una risorsa per il territorio e più sono meglio è», ha spiegato Olivieri, «il problema grave che vogliamo approfondire è un altro. Sembra che la sede sia stata richiesta da un dipendente comunale, ed è qui che la cosa diventa alquanto fumosa. Non è una polemica sterile, ma una questione di trasparenza. In questi anni ci sono state altre associazioni che avevano chiesto una sede e a cui era stato detto che non c’era. Adesso invece spuntano dei locali in una zona nuova, completamente ristrutturata». Mentre il dibattito continua, questa mattina a parlare e a fornire la propria versione dei fatti nel corso di una conferenza stampa sarà l’associazione Gran Sasso, presieduta nella sua sezione di Teramo da Pasquale Di Ferdinando.

Chiara Di Giovannantonio

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