Il Cogevo: il mega ripascimento non faccia strage di vongole

22 Ottobre 2019

Il presidente del consorzio Di Mattia chiede collaborazione alla Regione: «I molluschi vanno prelevati dall’area che sarà utilizzata per scavare la sabbia e rigettati altrove. Vogliamo essere coinvolti»

GIULIANOVA. Il prossimo 4 novembre, dopo 45 giorni di fermo obbligatorio, le 82 imprese dedite alla pesca delle vongole nel compartimento marittimo di Pescara, di cui l’80% ormeggiate al porto di Giulianova, torneranno alla loro normale attività. Giovanni Di Mattia, presidente del Cogevo Abruzzo, lancia un grido di preoccupazione per richiamare l’attenzione sul progetto annunciato dal governatore Marco Marsilio relativo a un mega ripascimento per fronteggiare la prossima stagione turistica in attesa di interventi strutturali anti-erosione. Di Mattia aggiunge: «Si parla addirittura di una spiaggia di alimentazione che va da Martinsicuro a Giulianova dove reperire la sabbia per il ripascimento. Da parte del Cogevo c’è piena collaborazione, però pretendiamo di capire bene le modalità di svolgimento di quanto annunciato. In particolare i tempi e i luoghi dell’intervento che comporta escavo di sabbia. Sin da ora occorre pianificare il progetto di ripristino degli arenili affinchè si possa offrire al Cogevo Abruzzo la possibilità di eventuali spostamenti della risorsa vongola da quella parte del fondale interressata dall’operazione. Questa strategia pratica ed efficace consentirebbe di prelevare il prodotto vivo da rigettare immediatamente nelle aree limitrofe, contenendo i danni alla risorsa ittica ed evitando che questa finisca nella sabbia da utilizzare per il ripascimento, che significherebbe sicura morte».
Di Mattia, sempre attento all’ecosistema, chiede di collaborare per evitare danni irreparabili come accaduto in passato. Il presidente del Cogevo sottolinea che i titolari delle numerose vongolare presenti sulle coste della nostra regione promuovono da sempre misure di rispetto nei confronti del mare e le sue forme di vita. Il Cogevo tiene a sottolineare che l’economia del mare è una risorsa che genera ricchezza ed occupazione e che tale settore tradizionale ha la forte esigenza di fronteggiare la crescente naturale competizione. «Restare sul mercato e creare valore da parte delle imprese di pesca è una necessità vitale», afferma Di Mattia, che sottolinea anche l’esigenza di una gestione oculata delle risorse che provengono dal mare, «attuando misure tecniche adeguate e nello stesso tempo interfacciandosi con l’ambiente, mirando decisamente allo sviluppo sostenibile».
Nel frattempo il Cogevo annuncia l’avvio del progetto pilota che ha lo scopo della sperimentazione di attrezzature innovative per incrementare la selettività delle vongole e ridurre al minimo l’impatto ambientale in regime di pesca dei molluschi. «Il nostro consorzio», ricorda Di Mattia, «si è aggiudicato il primo posto all’interno del progetto nella classifica di merito stilata dal ministero per le Politiche Agricole, avvalendosi come ormai accade da molti anni della collaborazione dell’Istituto zooprofilattico di Teramo».
Rimanendo sempre in ambito ambientale è in partenza, con l’Ente Porto capofila in collaborazione con il Cogevo Abruzzo, il progetto Feamp per la raccolta di plastica in mare da parte dei pescherecci. Un’iniziativa mirata alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini, che in questo caso si traduce in lotta alla plastica con raccolta durante le fasi della pesca accompagnata dalla rimozione di reti abbandonate.
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